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13/01/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
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Gli utilizzatori di metalli e leghe dovranno gestire delle situazioni non proprio favorevoli in termini di convenienza prezzi, anche a causa della ormai consolidata pressione del Dollaro sull’Euro |
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Le acciaierie parlano di aumenti imminenti per i prezzi dei semilavorati, ma gli utilizzatori non si curano più di tanto al riguardo, a preoccuparli è la scarsità di ordini da parte dei clienti |
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L’insieme del listino gode di un buon stato di salute, a guidare la crescita diffusa dei “preziosi” Oro e Argento, che trovano nella forza del Dollaro un inaspettato alleato |
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Le quotazioni di Cobalto e Molibdeno riprendono i loro consueti orientamenti dopo la pausa delle festività. Il Nichel viene osservato con grande attenzione dopo le recenti puntate rialziste al LME |
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I prezzi dei non ferrosi riprendono vitalità, sia per la nuova fase incrementale dei prezzi LME, che per la forza del Dollaro. Il mercato italiano dei rottami di acciaio sta ancora guardando ai movimenti di quello turco, i cui prezzi sono ritornati a scendere |
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L’Euro si trova sempre più compresso nei confronti del Dollaro, resta comunque interessante la definizione della parità virtuale con il “biglietto verde”, in prossimità di 1,040 |
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La buona ottava dei metalli eleva i dati periodici dei principali indici di riferimento di quasi tre punti percentuali. L’EU ETS-CBAM arretra dello 0,5% su base settimanale, ma resta ancora oltre i 70 Euro per ogni tonnellata di CO² emessa |
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più risparmio e meno preoccupazioni |
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Il richiamo conclusivo di una pubblicità televisiva di una decina di anni fa evidenziava il fatto che era meglio prevenire che curare, niente di più vero e di lungimirante saggezza. Un approccio operativo che è sempre mancato tra chi svolge i compiti delle pianificazioni dei fabbisogni di metalli e leghe e dei successivi loro acquisti. L’individuazione di un valore di Borsa nel suo minimo relativo, come avvenuto in maniera diffusa e su tutto il listino LME nelle settimane scorse, non deve più rappresentare un fenomeno “di colore”, ma inserito a tutti gli effetti nella scaletta degli interventi preventivi, al fine di poter acquisire in maniera certa il fattore prezzo della materia prima e quindi della quotazione che andrà a definire quella del semilavorato che verrà impiegato in produzione. La permanenza costante sotto quota 4mila punti dell’indice LMEX è forse terminata proprio sul finire della scorsa settimana di Borsa, una coincidenza che durava dalla penultima settimana del 2024, ma di certo non poter costituire un alibi per i responsabili acquisti nell’essersi manifestato nell’imminenza delle vacanze di Natale e di Fine Anno. Il fattore valutario ha preso il sopravvento e non di certo nel semplificare il contesto generale di questo inizio di gennaio, con il Dollaro che ha ripreso terreno sull’Euro di ben 1,2 punti percentuali negli ultimi otto giorni. Il nuovo collocamento del Rame sopra la soglia dei 9mila Dollari 3mesi è la sintesi più appropriata di quello che è stato appena descritto, difficilmente il metallo guida del LME si ricollocherà sui valori minimi visti tra fine dicembre e inizio gennaio, benché è utile precisare che anche il momento di massimo oltre quota 9100 USD rappresenterà un fenomeno di breve durata. La parabola ribassista dello Zinco non risulta ancora giunta al suo epilogo, sebbene il suo punto di minimo può essere ormai da considerare come un fenomeno superato. Un momento opaco che ha riportato la quotazione dello Zinco in Dollari alla collocazione di fine settembre, allontanandosi di oltre 150 USD dalla soglia di quota 3mila che nei mesi scorsi rappresentava la sua area di pertinenza al LME. I posizionamenti di prezzo diametralmente opposti di Rame e Zinco, oltre all’ingombrante fattore di correzione del cambio tra Euro e Dollaro, apriranno scenari relativamente incerti nelle determinazioni dei valori delle leghe di Ottone e Zama. La predominanza di composizione del Rame rispetto allo Zinco, condizionerà il prezzo dell’Ottone ancora verso l’alto, mentre la Zama manterrà ancora aperta la finestra di opportunità per acquisti interessanti da parte di fonderie e pressofusori. Nelle ultime sedute LME l’Alluminio ha dimostrato che è ancora in grado di portare il suo livello di quotazione in prossimità della linea dei 2600 Dollari 3mesi e questo nonostante una domanda diretta di metallo fisico relativamente contratta. Il Nichel non vedrà a breve il superamento dei 16mila USD 3mesi, ma nemmeno un ridimensionamento che lo riporterà a lambire i 15500, tutto questo in una situazione di Borsa decisamente stabile, con domanda e offerta avere punti di veduta comuni sui valori ultimamente visti al LME. Gli utilizzatori di Piombo stanno realizzando che l’opportunità di una sua bassa quotazione di Borsa potrebbe svanire in tempi relativamente brevi, anche in considerazione del salto positivo registrato per il riferimento 3mesi nell’ultima seduta LME della scorsa settimana. Le aspettative destinate a uno Stagno in grande spolvero per il debutto di questo 2025 sono state tutte rispettate, a supporto di questa situazione decisamente positiva non deve passare in secondo piano il movimento di denaro che sta ruotando intorno a questo metallo, decisamente orientato a sostenere ulteriori incrementi del suo prezzo Dollari 3mesi. |
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I calendari sono ormai tutti con la pagina del mese di gennaio in bella evidenza, ma le quotazioni dei semilavorati e principalmente dei “piani”, sono ancora quelle del mese precedente. Un atteggiamento attendista messo in atto dalle acciaierie, sempre confidenti in un cambio di passo dei mercati, ma di non sapere quale indirizzo dare in termini di nuovi prezzi, che nonostante gli annunci di pragmatica, non potranno certamente essere orientati verso l’alto. Una constatazione che comunque risulta solo in parte vera, poiché i produttori di “lunghi” e in particolare di tondino per le armature, hanno aperto le ostilità del nuovo anno con un prezzo di riferimento in crescita del 3% complessivo, orientando la correzione più verso la clientela primaria, fino a 20 Euro/tonnellata per ordini con consegna febbraio, che per il pronto a magazzino, la cui variazione si riduce a 10 Euro resa partenza. Nella scarsità di dati certi e quindi attendibili, prendono maggiore centralità quelli che hanno una regolare cadenza di definizione, come gli extra degli acciai inossidabili. La settimana che si sta aprendo è quella che determinerà la composizione del listino per il mese prossimo, dove a tenere banco saranno le ultime variazioni del Nichel e le voci sempre più insistenti di nuove politiche doganali da parte della Commissione Europea in termini di regolamentazioni tramite “salvaguardie” per le importazioni delle ferroleghe, con alcune di esse, come le basi Cromo e Manganese che dovranno subire anche la tentacolare azione del CBAM. Le previsioni per il mese di febbraio riferite agli inox austenitici saranno quelle di oscillazioni tra 1 e 3 centesimi di Euro per chilogrammo in funzione della presenza di Nichel in lega, mentre per ferritici e martensitici l’orientamento risulterà quello tra la conferma dei valori attualmente in essere e un ulteriore incremento fino a 2 centesimi di Euro. Nei primi dieci giorni di gennaio in campo energetico sta maturando qualcosa di imprevisto e tutto questo si riferisce al PUN, che inspiegabilmente e contrariamente a quanto previsto, sta rallentando vistosamente nella determinazione dei dettagli giornalieri Euro per MW/h. Il tenore di questi dati, se mantenuti fino al termine di gennaio, potrebbero determinare la stabilità del contributo energia, attualmente fissato a 3 centesimi di Euro per chilogrammo. |
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Il rinforzo dei prezzi Dollari per oncia dei metalli preziosi e la contemporanea rivalutazione del Dollaro rispetto alle altre valute, sta proseguendo e seduta dopo seduta, sta diventando sempre di più la normalità. La valuta statunitense posizionata rispetto all’Euro in prossimità della linea di 1,03 e con escursioni sempre più numerose e incisive anche al di sotto di questa soglia e l’Oro ormai prossimo ai 2700 Dollari per oncia, aprono una settimana dove i beni rifugio manterranno inalterate le loro tendenze non con segni contrapposti, ma con indirizzi univoci e il “più”, che sarà quello di maggiore diffusione. Il comparto speculativo-finanziario ha abbandonato l’atteggiamento di riserva su una possibile nuova azione rialzista dell’Oro, divenendo da alcuni giorni uno dei maggiori fautori affinché il metallo guida si riprenda il ruolo da protagonista tra i “preziosi”. L’incremento del prezzo dell’Oro trova in buona sostanza anche un atteggiamento di elevata confidenzialità tra chi si occupa di vicende di Borsa, più che di metallo fisico e che questo “asset” ritornerà il vero baricentro di una serie di incrementi diffusi su tutto il listino. L’Argento ha dato immediato riscontro su questa evidenza, portandosi non tanto a rinforzare la sua linea di approccio a una serie di valori in costante crescita oltre i 30 Dollari per oncia ma spingendosi in prossimità della linea dei 31, di recente mai più popolata, ma che costituiva la zona di minimo relativo fino alla fine dello scorso ottobre. La buona condizione dell’Oro ha portato la quotazione USD/ozt del Platino a crescere negli ultimi otto giorni con un’intensità ancora superiore a quella del metallo di sua diretta correlazione, producendo una sorta di “percorso netto” che lo vede in progressione costante a partire da inizio gennaio, con i presupposti che questa serie continuerà anche nei prossimi giorni. Il Palladio, ritornato ad essere il metallo che nella scala dei valori compensati ha ripreso il gradino più basso dei quattro, risente comunque in termini positivi della fase rialzista presente all’interno del listino dei “preziosi”. Una situazione decisamente positiva per il Palladio che lo rivedrà collocarsi nuovamente oltre la linea dei 950 Dollari per oncia. |
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Alla prima prova dei fatti, emergono nuovamente gli indirizzi di tendenza evidenziati tra novembre e dicembre per i principali metalli del comparto delle leghe medicali. Il Molibdeno USD ha ripreso a crescere dopo una fase di relativo appannamento nelle due settimane di sosta, recuperando il livello di prezzo della terza di dicembre, mentre il Cobalto ha ceduto 2 punti percentuali rispetto al dato di apertura di questo 2025; il tutto passando dalla stabilità della quotazione del Titanio. Il quadro d’insieme si riferisce ai valori di mercato indicati in Dollari, differente è la situazione dei riferimenti espressi in Euro, visto che negli ultimi otto giorni la moneta statunitense si è apprezzata dell’1,2% rispetto alla nostra. La vivacità in termini di quotazioni avrà nel Nichel un fattore di rilevante importanza, con questo metallo che al LME ha dato evidenti riscontri di un buono stato di salute e con il valore Dollari 3mesi in costante incremento nell’ultima ottava di Borsa. Le aspettative riguardanti il Nichel resteranno positive nel corso di questa settimana, anche se non sarà da escludere un rallentamento nella sua azione di crescita del prezzo e questo in correlazione a una fase di attesa ragionata dell’intero listino degli “industriali”, che dovrà dimensionarsi in relazione alle previsioni dei consumi di metalli da parte degli utilizzatori diretti. Le ferroleghe si stanno muovendo in funzione dei tonnellaggi reali presso i depositi dei rivenditori, gli effetti portano quindi a un relativo appiattimento del prezzo della quotazione della base Cromo, mentre per il Tungsteno il valore indicativo di mercato è cresciuto dello 0,8% in relazione al dato di quotazione Dollari per chilogrammo. Nel comparto delle ferroleghe a tenere banco è comunque la notizia di una probabile azione da parte della Commissione Europea di istituire delle misure di salvaguardia alle importazioni di queste materie prime, non certo accettata dagli operatori come una misura idonea a indirizzare i flussi di movimentazione dei lotti a favore di quelli prodotti nella UE, che sono ormai irrilevanti e troppo costosi. |
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I prezzi dei rottami non ferrosi aprono il nuovo anno con dei valori molto interessanti per quanto riguarda la loro collocazione di mercato e questo a completo favore dei commercianti. La tanto attesa “folata di vento” che avrebbe sospinto verso l’alto i prezzi dei metalli industriali al LME è arrivata, con l’indice LMEX crescere del 2,8% rispetto a otto giorni fa, senza dimenticare la pressione negativa del cambio Euro Dollaro, che porta fino a 4 i punti di aumento su base settimanale. Una forma di doppia rivalutazione dei prezzi di riferimento dei rottami di metalli e leghe, senza esclusione alcuna per le categorie correlate al Rame, oltre i 150 Euro d’incremento per la “prima super” e il “millberry” (filo elettrico privo di guaina). La crescita dei prezzi coinvolge anche il comparto dell’Alluminio, che a seconda della tipologia di rottame, vede una ripresa media dei valori per tonnellata di oltre 50 Euro. Il buon momento del Nichel al LME non potrà che condizionare in maniera positiva i prezzi dei rottami di inox austenitico, anche se le ultime variazioni del metallo difficilmente modificheranno verso l’alto e stabilmente, il “punto resa” alla base delle trattative per le acquisizioni di queste materie prime da parte di acciaierie e fonderie. L’attesa si prolunga per conoscere più nel dettaglio i nuovi prezzi delle classifiche legate ai rottami di acciaio, con il riferimento MetalWeek™ dei prezzi medi in acquisto da parte dei produttori di semilavorati e fusioni, fermo al valore di 317,13 Euro per tonnellata. Le notizie sono sempre quelle di riflesso e che giungono principalmente dalla Turchia, con i prezzi CFR dell’HMS 1/2 scesi di circa 2 Dollari per tonnellata rispetto al rilevamento settimanale precedente e che passano mediamente a meno 4 per i riferimenti sul mercato interno. |
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LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
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SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
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DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
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STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
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BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
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EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
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