MetalWeek™ è un marchio di Kairos Management s.r.l. |
|
|
20/01/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
|
|
Il comparto speculativo-finanziario è stato l’indubbio protagonista di questo avvio d’anno al LME. La situazione legata ai fabbisogni di “fisico” di tutti i metalli del listino LME resta comunque deludente |
|
|
I “piani” sono alle prese con una sovraccapacità di giacenze che ne limitano le aspettative rialziste in sede di offerta. I “lunghi”, in alcuni casi, evidenziano con prezzi in crescita le specificità dei loro utilizzi |
|
|
Le quotazioni di Oro e Argento assumono sempre di più centralità per le determinazioni dei valori degli altri metalli quotati in Borsa |
|
|
Il Cobalto e il Molibdeno si sono mossi in termini di decimali di punto percentuale nei rispettivi valori in Dollari e verso il basso |
|
|
L’allentamento della pressione del Dollaro nei confronti dell’Euro ha limitato l’entità degli aumenti dei rottami non ferrosi. Le classifiche degli acciai sono scese di valore, condizionate anche dalla costante debolezza dei riferimenti del mercato turco |
|
|
L’allentamento della morsa del Dollaro nei confronti dell’Euro, vista la settimana scorsa, ha portato un indubbio beneficio agli utilizzatori diretti di metalli e leghe |
|
|
Il buon momento dei metalli, in termini di prezzi, spinge i valori dei titoli minerari in prossimità del 5% rispetto al dato complessivo di inizio 2025. La corsa verso l’alto dei certificati EU-ETS CBAM non conosce sosta, più 6% rispetto alla settimana scorsa e una maggiorazione di 20 punti percentuali rispetto a dodici mesi fa |
|
|
più risparmio e meno preoccupazioni |
|
|
Il primo momento di verifica sulla tenuta dei prezzi degli “industriali” al LME e relativi indirizzi a essi correlati, ha avuto inizio a partire dalla seduta conclusiva della scorsa ottava e questo in ambito nuovo anno. Le evoluzioni rialziste dei prezzi USD 3mesi del listino londinese dei metalli di queste prime tre settimane del 2025 hanno collocato l’indice LMEX a quota 4078, con un incremento di 1,8 punti percentuali rispetto al dato di otto giorni fa e una crescita complessiva del 4,4% nel pur breve evolvere degli andamenti delle sedute riferite al punto di inizio, con data 2 gennaio. I recenti indirizzi rialzisti dei prezzi non trovano supporto al di fuori di movimenti di carattere speculativo-finanziario e non dettati da reali incrementi di fabbisogni di metalli da parte degli utilizzatori; a dimostrazione di questa evidenza, la crescita diffusa di denaro e oltre i limiti consueti, su tutto il listino LME. L’avvicinamento alla linea dei 9300 USD 3mesi non è più un obiettivo alla portata del Rame, questa evidenza è supportata da una deludente conclusione di ottava, che ha visto il metallo perdere oltre 100 Dollari nella parte pomeridiana della seduta di venerdì. Il Rame sarà quindi soggetto a un riposizionamento meno ambizioso nei suoi presupposti di prezzo, ma che continuerà a collocarlo in un’area di massimo relativo interessante e comunque a livelli alti rispetto ai valori di inizio mese. Lo Zinco nel corso dell’ultima settimana di Borsa ha tentato di recuperare Dollari rispetto a un prezzo 3mesi che dalla seconda decade di dicembre ha solo conosciuto ridimensionamenti. L’attuale collocazione di valore dello Zinco, seppure promettente e in una zona di massimo relativo, sarà temporanea e quindi si porterà nuovamente nelle vicinanze della linea dei 2900 Dollari 3mesi. Le leghe a base di Rame e Zinco adegueranno le loro quotazioni in relazione agli andamenti dei metalli di riferimento e soprattutto al posizionamento dell’Euro rispetto al Dollaro, che seppure in un contesto di costante precarietà, ha dato segnali di resistenza rispetto alla valuta statunitense, con un recupero su base otto giorni di un punto percentuale. La flessione del Rame porterà l’Ottone a un riposizionamento dei prezzi dei suoi principali stati di fornitura, barre e lamiere, visti a inizio della settimana scorsa, mentre per la Zama inciderà la buona fase di recupero intrapresa dallo Zinco al LME, seppure con una previsione di breve durata. L’Alluminio assocerà ancora per qualche seduta di Borsa la sua azione rialzista alle dinamiche speculative di un comparto finanziario che sta puntando con incisività nel vedere questo metallo come uno dei più performanti in avvio di 2025. La situazione di richieste di metallo “fisico” non è comunque confortante e potrebbe subire un’ulteriore contrazione visti i recenti progressi di prezzo dell’Alluminio al LME, soprattutto in previsione del superamento della linea dei 2700 Dollari 3mesi. La progressione del Nichel è ancora in atto, portando il suo rifermento di Borsa a valicare i 16mila USD 3mesi a distanza di sei settimane e quindi per la prima volta nel corso di quest’anno. Il relativo appesantimento dovuto ad un crescente eccesso di denaro sulle posizioni del Nichel, non permetterà a questo metallo di rinforzarsi ulteriormente, ma allo stesso tempo non considerare lo stato di prossimità del suo arresto alla crescita, come l’avvio di una fase di riposizionamenti in chiave negativa. La deludente situazione della domanda di metallo fisico collegata al Piombo, anche in vista del lungo fermo produttivo in Cina nella quarta settimana di gennaio, lascia poche speranze legate ad una ripresa del suo prezzo LME, senza escludere nel corso di questa settimana dei fenomeni di volatilità ribassista a dare maggiore spinta alla correzione negativa del riferimento di Borsa. Lo Stagno proseguirà nella sua azione di rinforzo del prezzo Dollari 3mesi, anche se con una cadenza meno elevata rispetto a quella vista nel corso del mese, subendo inevitabilmente l’effetto di un possibile momento di arresto delle dinamiche rialziste degli altri metalli che compongono il listino LME. |
|
|
I prezzi dei semilavorati si acciaio, seppur timidamente, iniziano a dare segnali di variabilità, anche se in molti casi questi momenti di discontinuità dei valori vanno a determinare delle basi di trattativa decisamente aperte nelle definizioni dei valori acquisti/vendita poi effettivamente corrisposti. Una situazione di mercato molto più critica sui “piani” che rispetto ai “lunghi”, dove la discriminante principale è rappresentata dalle ingenti quantità di invenduti e quindi in giacenza, di coil e lamiere nelle varie loro origini di produzione. I riscontri, in un ambito di visioni più ampie, continuano a non essere univoci, da un lato i prezzi dei rottami turchi che continuano ad arretrare in maniera costante e quindi a condizionare i prezzi di tutti i semilavorati prodotti in quel Paese, ma a fare da contraltare la quotazione del minerale di ferro, che alla Borsa Dalian è ritornato sopra i 100 Dollari per tonnellata e per la prima volta nel corso del nuovo anno. La ragguardevole massa critica di prodotti invenduti presso i differenti siti di stoccaggio, tra quelli dei produttori e dei rivenditori, senza dimenticare le giacenze allocate nei depositi dei centri servizio, vedono i semilavorati “piani” i più esposti a una difficile campagna di riposizionamenti delle varie tipologie di allestimenti in ottica rialzista e principalmente in ambito domestico. Gli effetti sono percepibili su alcuni riferimenti, come il laminato a freddo e il galvanizzato, che in entrambe le situazioni hanno messo in evidenza una flessione pari al punto percentuale rispetto ai valori fissati a inizio gennaio. Una situazione di tendenza che esclude le bobine lavorate a caldo, uniche a resistere alle dinamiche ribassiste, sebbene anche su questi allestimenti la domanda non è certamente indirizzata a crescere. Un dato che va nella direzione auspicata anche dai produttori di tubi saldati e conseguentemente dai ritrafilatori, grandi consumatori di coil HRC. Il quadro sui “piani” non può dimenticare la situazione che si sta presentando nel resto dell’Europa occidentale, con i prezzi ancora privi di variazioni periodiche nel corso del nuovo anno. Una serie di riscontri che portano gli indicatori di benchmark MetalWeek™ a posizionarsi sui seguenti valori Euro/tonnellata: HRC 560; CRC 625 e HDG 650. La composizione più frazionata dei lotti prodotti e conseguentemente di quelli in giacenza presso i depositi, rende il panorama dei “lunghi” meno omogeneo in termini di determinazione dei prezzi, con la sola billetta avere problemi di sovraccapacità produttiva e quindi potenzialmente esposta a fissazioni verso il basso dei suoi riferimenti. Una conformazione tipica dei mercati definibili come “massivi”, tra questi a pieno titolo rientra quello del tondino per le armature, che dopo un tentativo da parte delle acciaierie di spingerlo verso una timida propensione rialzista, negli ultimi otto giorni ha subito un riposizionamento pari al un punto percentuale. La particolarità di alcuni allestimenti, come la vergella o i profili per la carpenteria, rendono questi prodotti meno soggetti agli indirizzi generali dei mercati, tanto che la prima ha riportato una crescita su base mensile del 5% e i secondi mantenersi ancora stabili rispetto ai valori fissati a fine dicembre. La chiusura dell’ultimo segmento di fissazione per i prezzi degli acciai inossidabili per il mese di febbraio, non sarà certamente indolore per gli utilizzatori di inox austenitici, questo dato di fatto verte in funzione di una più che brillante fase rialzista messa in scena dal Nichel nelle ultime tre settimane al LME. Le aspettative di crescita dei riferimenti potranno varare, a seconda degli approcci che le acciaierie vorranno imprimere ai rispettivi dettagli dei listini, da un minimo di 4 centesimi di Euro per chilogrammo fino ad un massimo di 9 nel caso di una scelta strettamente mirata alla variabilità della principale materia prima, il Nichel e a un quadro valutario decisamente penalizzante per l’Euro, che nelle ultime quattro settimane ha ceduto quasi due punti percentuali rispetto al Dollaro. La folata rialzista potrebbe interessare anche le altre famiglie di inossidabili, come ferritici e martensitici, non tanto per la crescita dei valori delle materie prime di diretto impiego, come le ferroleghe, ma per il già citato momento di criticità legato alla situazione valutaria e che potrebbe far salire gli extra lega, in entrambi i contesti, fino a 4 centesimi di Euro per chilogrammo. La fase di rialzo del PUN, vista in alcuni frangenti della settimana scorsa, non lascia speranze in un arresto della parabola rialzista del contributo energia, come auspicabile solo la settimana scorsa. I dati riferiti ai prezzi MW/h di metà gennaio non escludono quindi una correzione verso l’alto e che in questo momento risulterebbe di un centesimo di Euro per chilogrammo rispetto al valore fissato a inizio gennaio. |
|
|
La quotazione Dollari per oncia dell’Oro ha evidenziato nel corso dell’ultima settimana una situazione di graduale crescita, mentre l’Argento, più legato ai movimenti della domanda del comparto industriale, ha fatto emergere limiti nella salita del suo prezzo USD/ozt, soprattutto dettata da una richiesta in numero complessivo di componenti realizzati, principalmente in campo elettrico e elettronico, non ancora sufficientemente indicativa in termini di programmazioni ordini. Il comparto dei “preziosi” resta quindi ancorato a quelle che sono le dinamiche di breve periodo dei suoi due metalli guida e soprattutto alle variazioni del Dollaro. Il riposizionamento del prezzo USD per Oncia dell’Oro ha ritrovato a quota 2700 la sua area di riferimento ottimale e al momento difficilmente orientabile verso il basso. La speculazione finanziaria sta seguendo con forte interesse le dinamiche legate all’Oro, anche se l’impegno in denaro sul metallo, pur risultando cospicuo, non sta raggiungendo i picchi visti tra la terza decade di novembre e la prima di dicembre, sebbene il prezzo sia analogo a quel periodo. Una fase di attesa e quindi riflessiva vedrà nelle prossime sedute una situazione di relativa stabilità, anche in considerazione del fatto che le contrattazioni di Borsa negli USA riprenderanno martedì 21 gennaio per la giornata festiva del “Martin Luther King Day” di lunedì 20. L’Argento sta vivendo un paradosso non facile da spiegare nell’entità numerica del prezzo di riferimento. La collocazione del suo valore oltre i 30 Dollari per oncia non lascerebbe intendere una situazione di marcata precarietà della valorizzazione di Borsa, ma si rende possibile a causa di un totale disinteresse degli operatori finanziari sulle vicende dell’Argento. La formazione del prezzo è in questo momento nelle mani degli utilizzatori, che seppur bilanciato nella sua determinazione dalle componenti domanda e offerta, non può beneficiare dell’importante fenomeno equilibratore dato dalle aperture di posizioni con finalità puramente speculative. Una sintesi di vedute che porta a indicare nei 30 Dollari per oncia la stabilità della quotazione dell’Argento nelle prossime giornate di Borsa. Il prezzo del Platino permane in tensione con caratteristiche tendenti a un relativo rialzo nel riferimento USD/ozt, situazione di diretta correlazione con le vicende raccontate precedentemente sull’Oro. Gli orientamenti sul futuro prezzo del Palladio sono tutti focalizzati sull’attuale concentrazione di denaro con finalità rialziste e orchestrate dal comparto speculativo-finanziario, ma molto dipenderà dalla vivacità degli scambi di Borsa su Oro e Argento. |
|
|
Gli aggiustamenti dei prezzi in Dollari riferiti al Cobalto e al Molibdeno sono risultati di moderata entità e in entrambi i casi orientati verso il basso. Il Cobalto ha riportato una variazione in arretramento dello 0.3%, mentre il Molibdeno ha fatto segnare una discesa di 6 decimi di punto percentuale; a completare il quadro, anche se precedentemente non menzionato, il Titanio, che non ha riportato variazioni e rendendo quindi ancora valido il prezzo USD del dicembre scorso. Una situazione considerevolmente vantaggiosa per gli utilizzatori di questi metalli che operano nell’Eurozona, in quanto il Dollaro ha concesso una fase di recupero dell’1% alla nostra moneta negli ultimi otto giorni. Il Nichel ha aperto il nuovo anno con valori decisamente interessanti e con una chiave d’indirizzo rialzista, al punto che nello spazio di sole tre ottave ha recuperato una posizione di prezzo che nell’indicazione LME Dollari 3mesi non aveva più avuto modo di collocarsi stabilmente dalla fine dello scorso novembre. Il valore di massimo relativo del Nichel potrà spingersi nelle prossime sedute nelle vicinanze dei 16200 Dollari, un limite decisamente importante, ma di difficile sostenibilità prolungata, visti i limiti temporali di un mercato “fisico” collegato al metallo non certo supportato da riscontri molto positivi in termini di impieghi e consumi, siano essi diretti che indiretti. Le ferroleghe risentono anch’esse di una situazione di una domanda effettiva di materie prime da parte del comparto siderurgico ancora in via di definizione e con piani di approvvigionamento non ancora messi sulla carta. La base Cromo continua a mantenersi stabile, a significare che nel corso di questo avvio di anno non ha ancora avuto modo di produrre un cambio del prezzo Dollari per libbra. Una situazione meno statica la sta invece riportando il Tungsteno, che negli ultimi otto giorni ha fatto segnare una variazione verso il basso dello 0,3% rispetto al dato riferito alla base di quotazione Dollari per chilogrammo di otto giorni prima. |
|
|
L’allentamento della pressione del Dollaro rispetto all’Euro ha permesso sul piano valutario una situazione diametralmente opposta a quella vista nelle ultime settimane, con il “biglietto verde” concedere alla nostra moneta di recuperare circa un punto percentuale nello spazio di otto giorni. Gli effetti sotto l’aspetto dei prezzi dei rottami di metalli e leghe si sono tradotti in una significativa riduzione della pressione rialzista esercitata nei confronti delle quotazioni LME espresse in Dollari, cresciute su base settimanale di quasi il 2%, ma essere mitigate nelle corrispondenze in Euro di circa la metà. I rottami di Rame, con annesse le leghe di diretta derivazione come l’Ottone e il Bronzo, non sono andati oltre aumenti di 30 Euro per tonnellata, mentre quelli riferiti all’Alluminio hanno rimodulato gli aumenti in un massimo di 70 Euro. I rottami di inox austenitico sono invece cresciuti di circa 20 Euro, con un differenziale che nel corso della settimana potrebbe ancora aumentare, vista la fase rialzista del Nichel ancora attiva al LME. I rottami di acciaio sul mercato nazionale hanno riportato le prime variazioni di questo 2025 e sono state in linea con quello che sta avvenendo da tempo sul mercato turco dell’HMS 1/2 con resa CFR, vale a dire una serie di diminuzioni. Le indicazioni date dalle acciaierie e dalle fonderie alle mandatarie di riferimento sono state quelle di revisionare i prezzi delle classifiche verso il basso e rispetto agli ultimi valori definiti lo scorso dicembre. Le demolizioni E1 e E3, insieme alle torniture, sono ora quotate tra i 5 e i 10 Euro/tonnellata in meno dell’ultimo riferimento visto nel 2024, mentre il lamierino E8 ha visto ridursi di 5 Euro il suo differenziale in negativo. Il “premio mulino” si attesta ancora intorno ai 50 Euro/tonnellata, a rappresentare la centralità del rottame ottenuto dal processo di frantumazione (classifica E40) e dell’importanza di questa materia prima per gli impianti fusori collocati in ambito nazionale. L’indice MetalWeek™ riferito ai valori medi dei rottami acquistati dalle acciaierie e dalle fonderie è ora collocato a 309.96 Euro per tonnellata, 7.17 Euro in meno rispetto all’ultimo valore riscontrato lo scorso dicembre. |
|
|
LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
|
|
SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
|
|
DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
|
|
STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
|
|
BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
|
|
EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
|
|
Si ricorda che il servizio è per uso personale. L’Associato non può copiare, distribuire, rivendere, ritrasmettere o altrimenti rendere disponibili a terzi, in alcuna maniera, le informazioni presenti se non all’interno dell’azienda. |
|
|
Copyright © 2024 - Kairos Management s.r.l. - all rights reserved |
|
|
KAIROS MANAGEMENT s.r.l. - 11458880017 - Via Cristoforo Colombo, 33 - Torino - 10129 - TO - Italia - info@metalweek.it - +390116983332 |
|
|
Clicca qui per annullare la sottoscrizione |
|
|
|