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27/01/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
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La momentanea debolezza del Dollaro fa affrontare in maniera più agevole gli incrementi di prezzo degli “industriali” da parte degli utilizzatori dell’Eurozona |
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La sfida che dovranno affrontare le acciaierie italiane in questo avvio di nuovo anno sarà quella di imprimere una nuova e ragionata azione rialzista dei prezzi dei semilavorati “piani” e “lunghi” e farla accettare ai mercati |
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Il comparto speculativo finanziario, ritornato ad essere molto attivo in Borsa, spingerà l’Oro a riposizionarsi verso i massimi assoluti dello scorso ottobre |
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La lunga sosta delle attività produttive in Cina per le vacanze del Capodanno, determinerà l’avvio di nuove fasi di tendenza per il Cobalto e il Molibdeno nelle prossime due settimane |
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La non chiara situazione dei prezzi dei metalli al LME e la debolezza del Dollaro, mettono in evidenza dei fattori di stallo sul mercato dei non ferrosi. I prezzi dei rottami di acciaio, tornati a salire sulla piazza turca, stanno determinando una ripresa delle quotazioni anche in Italia |
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La fase di debolezza del Dollaro va vista in relazione all’Euro nell’evoluzione della parità virtuale tra le due valute, al momento posizionata a 1.046 e in linea con il valore effettivo di cambio |
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Le imminenti vacanze in Cina hanno condizionato i prezzi dei noli, con quelli “bulk” perdere oltre il 20% rispetto a otto giorni fa e sfiorare il 50 su base dodici mesi. La corsa dell’EU ETS-CBAM si fa sempre più marcata e in chiave rialzista, il certificato ha superato gli 80 Euro e l’ultima volta fu nel mese di ottobre 2023 |
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L’insediamento di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti e alla sua seconda esperienza, ha coinciso con un significativo indebolimento del Dollaro, tanto che negli ultimi otto giorni la percentuale di recupero concessa all’Euro è stata di un punto e mezzo. L’effetto contropartita, momento che si genera quando il valore della moneta USA decresce, porta generalmente al LME a una fase di risalita dei prezzi degli “industriali” nelle quotazioni USD 3mesi, ma nel corso dell’ottava appena trascorsa questo particolare automatismo ha presentato alcune e inaspettate anomalie. Una situazione che risulta evidente dalla variazione settimanale dell’indice LMEX, che su base prezzi in Dollari del listino ha evidenziato una perdita dello 0,4% rispetto alla precedente “cinquina” di sedute. L’elenco dei metalli che hanno portato a una situazione poco performante dell’insieme londinese, vede il solo Stagno chiamarsi fuori, resta comunque il fatto che per gli utilizzatori dell’Eurozona, almeno sulla carta e nei valori di massima indicati in precedenza, il beneficio ha sfiorato i due punti percentuali. Il posizionamento di Borsa del Rame, sebbene nel corso dell’ultima seduta settimanale si sia riportato oltre la linea dei 9300 USD 3mesi a distanza di oltre otto settimane, ha messo in evidenza nei giorni precedenti anche delle fasi d’improvvisa debolezza, andando a toccare momenti di minimo relativo sotto la soglia dei 9200 Dollari. Una situazione di Borsa non certo orientata verso la stabilità per il “metallo rosso”, dove un timido riproporsi della speculazione sta portando i suoi prezzi a posizionarsi oltre il loro reale valore effettivo di mercato, con i fabbisogni degli utilizzatori sempre a livelli molto bassi in termini di tonnellaggi. Il momento di appannamento dello Zinco sta proseguendo, significativo vedere questo metallo che solo qualche mese fa era tra i più vivaci al LME, ora trovarsi a poche decine di Euro alla soglia dei 2800 USD 3mesi, come non si vedeva dal settembre scorso. Una caduta libera del prezzo dello Zinco, oltretutto determinata da una sua situazione di scarsa presenza all’interno dei panieri degli operatori finanziari e principalmente riferita ai movimenti di “fisico” tra venditori e compratori. Le leghe vedono quindi i loro valori di riferimento alle dirette dipendenze dei prezzi di Rame e Zinco non tanto in funzione dei valori LME in Dollari, bensì delle corrispondenze in Euro e una volta tanto a favore di chi acquista. L’Ottone avrà una collocazione di prezzo decisamente ancorata alle vicende del Rame e che lo manterrà sui livelli alti visti nel corso di questi ultimi dieci giorni, mentre la Zama correrà in parallelo con lo Zinco, in attesa che la sua corsa ribassista al LME metta la parola fine a questa situazione. Le indicazioni di una centralità dell’Alluminio nelle dinamiche applicative dei dazi che vorrà varare la nuova amministrazione statunitense, sta portando una certa tensione nella determinazione del prezzo di Borsa di questo metallo. I recenti movimenti rialzisti sull’Alluminio hanno avuto come importante supporto una situazione di bilanciamento quasi perfetto tra le componenti domanda e offerta, con al centro gli utilizzatori diretti del metallo e un comparto speculativo finanziario che invece si sta dimostrando molto prudente su questo “asset”, soprattutto in ottica di breve periodo. Il Nichel sta correndo, ma verso il basso. La promettente azione rialzista vista solo nelle due ottave LME precedenti, si sta sostituendo ad una costante perdita di valore del riferimento di Borsa USD 3mesi, è quindi auspicabile una zona di atterraggio della sua discesa di prezzo già nel corso della settimana. Il Piombo cercherà di sopravvivere alla forte mancanza di domanda effettiva di prodotto, dovuta alla lunga pausa del mercato cinese per le vacanze del Capodanno. Una pausa forzata negli acquisti di questa materia prima da parte del suo maggior bacino di utilizzo, ma che a inizio del prossimo mese potrebbe determinare per il Piombo quotato al LME una fisionomia di prezzo definitiva per un nuovo indirizzo in chiave rialzista. Lo Stagno continua a fare corsa a sé rispetto alle dinamiche di prezzo degli altri “industriali” e facendola ad altissimi livelli. Un dato importante scaturito nelle ultime sedute LME è quello del riconoscimento tra gli utilizzatori che il metallo difficilmente si ricollocherà al di sotto dei 30mila Dollari 3mesi, pertanto gli scambi li dovranno regolare tenendo a mente questo determinante e imprescindibile presupposto. |
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Le acciaierie di casa nostra dovranno acquisire maggiore consapevolezza nell’assumere un atteggiamento più improntato alla fermezza e alla costanza in quello che vorranno ottenere nel primo quadrimestre, come sempre il più delicato e importante nel delineare le prospettive e le aspettative nella visione di un intero anno. Un qualcosa di simile sta avvenendo in Turchia, con il comparto siderurgico locale che sta cercando di uscire da un cono d’ombra utilizzando in forma proattiva la valorizzazione dei rottami, che da qualche settimana non risultano più compressi verso il basso; sulla piazza nazionale di negoziazione l’HMS 1/2 è salito di quasi 8 Dollari per tonnellata, trascinando in crescita di 6 USD quello con resa CFR per l’imbarco. La spinta o meglio il coraggio di variare verso l’alto le quotazioni dei rottami può costituire un importante effetto volano nella salita dei prezzi di tutti i semilavorati e quindi fungere da stimolo nell’imprimere un cambio di passo a tutte le filiere coinvolte. I “piani” italiani sono stati toccati nel corso dell’ultima settimana da interessanti correzioni di prezzo verso l’alto, con il laminato a caldo crescere di un punto percentuale (benchmark MetalWeek™ HRC 570 Euro/tonnellata), mentre sono state più esigenti le richieste per il lavorato a freddo (benchmark MW CRC 635 Euro) e il “galvanizzato” (benchmark MW HDG 670 Euro), ambedue in revisione del 2% e in direzione rialzista. L’unico punto di comune approccio tra i prezzi italiani e quelli dell’Europa del Nord si è verificato sul valore del coil HRC, differente l’atteggiamento per gli altri due allestimenti, CRC e HDG, la cui scelta è stata quella di riconfermare le quotazioni già in essere. Il mondo dei “lunghi” sta vivendo ancora una forma di disorientamento su quello che i produttori di vergella hanno voluto imprimere ai prezzi dei loro prodotti, facendo crescere del 5% i listini di riferimento. Un effetto che non può essere definito certamente come “domino”, ma una certa influenza è stata trasmessa ai profili commerciali per la carpenteria, più alti di un punto percentuale rispetto ai dati della settimana precedente. I tonnellaggi di vendita della billetta, molto deludenti, hanno spinto i produttori del semilavorato destinato all’estrusione e alla laminazione nel ridurre dell’1% il riferimento periodico di vendita e portando come diretta conseguenza una revisione del 2%, sempre al ribasso, della quotazione del tondino per le armature sul mercato nazionale. La pressione rialzista del coil HRC costituirà un presupposto di notevole importanza per la prima revisione dei listini datata 2025 e dopo tanto tempo anche in crescita, per i tubi saldati standard e quelli ritrafilati. La ricollocazione positiva dei prezzi dei rottami turchi, come già precedentemente sottolineato, ha avuto le prime evidenze in tal senso anche sui due semilavorati più rappresentativi nel settore dei “lunghi”, la vergella e il rebar, che nella resa di carico FOB hanno riportato variazioni in crescita rispettivamente di 10 e 5 Euro per tonnellata. Nel comparto degli acciai inossidabili si inizia a parlare di extra lega con decorrenza marzo, ma le evidenze ad una sola settimana dall’avvio dei conteggi di definizione, fanno intravvedere già qualcosa di rilevante a partire dagli austenitici. La forte rimodulazione verso il basso del Nichel sta producendo una significativa definizione su base settimanale dei valori degli AISI, dal 303 al 316, con delle stime di calo prezzi che iniziano a prendere consistenza e collocate in un intervallo compreso tra i 1 e 3 centesimi di Euro per chilogrammo. Le cose non mutano anche per quanto riguarda gli allestimenti dei martensitici e dei ferritici, dove a determinare l’abbassamento delle stime dei listini di pertinenza risultano preponderanti le regressioni di valore di alcune ferroleghe, abbinate alla situazione di relativa debolezza del Dollaro nei confronti dell’Euro e che al momento posizionano i valori verso il basso di circa 2 centesimi di Euro per chilogrammo. La marcata variabilità dei dati del PUN, sebbene con valori orientati verso il basso, soprattutto verso la fine della scorsa settimana, non deve lasciare spazio a illusioni nel vedere nuovamente il contributo energia scendere. Il quadro della situazione si sta completando su base mensile e rispetto al dato di avvio della prima settimana di gennaio non mancano purtroppo elementi per individuare che il sovrapprezzo di adeguamento per il prossimo mese potrà registrare un incremento fino a 2 centesimi di Euro per chilogrammo. |
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Le quotazioni dei metalli preziosi sono ormai entrate in una fase di variazioni con ciclicità costante, seppure queste sinusoidi si collocheranno sempre di più a dei valori di riferimento Dollari per oncia decisamente oltre le quotazioni medie viste negli ultimi sei mesi di Borsa. Il grande paradosso del momento potrebbe essere quello di vedere venir meno una serie di criticità geopolitiche attraverso vie risolutive delle crisi belliche tra Russia e Ucraina e quella del Medio Oriente, senza che si sappiano i come, ma con dei quando sempre più prossimi. Il comparto dei “preziosi” dovrà anche abituarsi a dei bruschi riposizionamenti del Dollaro sul mercato dei cambi, una forma che, volente o nolente, l’amministrazione Trump userà a suo piacimento a seconda di come riuscirà a delineare la politica protezionistica dei dazi alle importazioni di beni dal resto del mondo e con buona pace del Governatore della Federal Reserve Jerome Powell, consapevole del suo stato di precarietà della sua carica agli occhi della Casa Bianca. Una fase di mercato che il comparto speculativo-finanziario ha voluto ridisegnare sull’Oro e con la quasi certezza che il metallo guida dei “preziosi” sia pronto a compiere un nuovo balzo verso l’alto e rendendo ancora più solida la prospettiva che il collocamento dello zoccolo di prezzo minimo sia a breve individuabile a 2800 Dollari per oncia. La natura più industriale e mercantile dell’Argento renderà meno esacerbata la sua quotazione di Borsa espressa in USD per oncia, anche se non sarà possibile vedere forti ricollocazioni verso il basso del suo valore e non di certo sotto i 30 Dollari. Il Platino potrebbe svolgere il ruolo di vittima sacrificale, vista la consistente attività che il comparto speculativo sta intraprendendo verso l’Oro e quindi procedendo ad una sistematica sottrazione di qualsiasi ammontare di denaro dal suo sottostante di Borsa. Una situazione in grande spolvero è invece quella del Palladio ritornato a far registrare una quotazione al di sopra dei mille Dollari per oncia dopo sei settimane ininterrotte di valori al di sotto. Le prospettive settimanali del Palladio permangono estremamente interessanti con gli speculatori, pochi ma esperti, che operano su questo metallo, confidenti nel mantenere posizioni aperte in chiave “lunga”, fino in prossimità dei 1020 USD/ozt. |
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I principali metalli impiegati nei processi di realizzazione delle leghe per usi medicali subiranno nei prossimi dieci giorni importanti ridimensionamenti in termini di quantità utilizzate a causa del lungo periodo di vacanza in Cina e questo principalmente per il Cobalto. Le variazioni negative dei prezzi in Dollari di Cobalto e Molibdeno, rilevate la settimana scorsa, inglobano necessariamente la variante dello stop produttivo cinese e in questo contesto occorre aggiungere anche la flessione della quotazione del Titanio. La situazione appena evidenziata ha portato a una serie di rimodulazioni ribassiste e che vengono così sintetizzate: Cobalto meno 0,9%; Molibdeno meno 2,6 e Titanio in diminuzione di 3,5 punti percentuali. La fase di debolezza dei prezzi delle materie prime impiegate dal comparto si deve allargare anche al Nichel, il quale ha sorprendentemente deluso le aspettative che lo avrebbe dovuto vedere tra i più attivi nella fase di ripresa delle quotazioni degli “industriali” al LME. La fase di spinta del prezzo USD 3mesi del Nichel si è esaurita anzitempo e non appena il suo riferimento ha toccato quota 16mila, producendo un arretramento di valore del 3% su base settimanale e cosa ancora più significativa ricollocando il suo prezzo di Borsa al dato della seconda settimana del mese in corso. Le quotazioni delle ferroleghe continuano a seguire gli andamenti visti di recente, in questo da rimarcare, per l’ennesima settimana, il totale immobilismo della base Cromo rispetto al riferimento Dollari per libbra, mente per il Tungsteno l’entità della rimodulazione orientata verso il basso si sta dilatando, passando da qualche decimale di punto, come visto nelle precedenti settimane a un più corposo meno 1,7% visto nello spazio degli ultimi otto giorni e rispetto al riferimento di mercato USD per chilogrammo. |
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Gli utilizzatori di rottami non ferrosi preferiscono rimanere alla finestra, assistendo, anche un po’annoiati, a dinamiche di evoluzioni dei prezzi dei metalli che al LME non stanno mostrando elementi tali da poter incidere su scelte in termini di acquisto di materie prime che abbiano, in ambito di quotazioni, i caratteri dell’irripetibilità nell’arco temporale di breve periodo. La sensazione che aleggia è quella di una fase di studio del mercato dei metalli industriali e relativi rottami, da parte di fonderie e raffinerie, supportate da una buona dose di consapevolezza che i prezzi al LME non potranno reggere a lungo a questi livelli. La battuta a vuoto dell’indice LMEX, che invece di crescere su base settimanale, ha registrato una perdita di quasi mezzo punto percentuale, è un elemento che fa riflettere. Il banco degli imputati per questa mezza “debacle” è popolato da soggetti di una certa rilevanza, come Rame e Nichel, con un ruolo da complice svolto dallo Zinco e con l’Alluminio unico soggetto chiamarsi fuori da questa vicenda. La debolezza del Dollaro ha permesso oltretutto di mitigare le spinte rialziste del Rame, soprattutto nel corso della seduta LME a conclusione della settimana scorsa e di accentuare la caduta del prezzo del Nichel. La tenuta del prezzo dell’Alluminio in Borsa ha invece determinato una situazione di impatto positivo sui valori dei rottami riferiti a questo metallo, andandosi a collocare con una variazione positiva importante anche nel controvalore espresso in Euro. Il movimento verso l’alto visto a partire dalla metà della settimana scorsa dei prezzi dell’HMS 1/2 in Turchia, sia per la resa CFR che per quelli del mercato interno, stanno focalizzando l’attenzione di numerosi mercati di prossimità, primo fra tutti quello italiano. Le acciaierie e le fonderie, con il mese di febbraio alle porte, non hanno quindi potuto derubricare ulteriormente le evidenze ai loro fornitori di rottami, comunicando prezzi poco indicativi e su tutte le classifiche. I prezzi riportano tutti degli aumenti, con le demolizioni E1 e E3 crescere tra i 5 e i 10 Euro per tonnellata, così come per il lamierino E8, mentre per le torniture la revisione rialzista si ferma ad un massimo di 5 Euro. La nuova collocazione dell’indice MetalWeek™ è pertanto orientata in chiave positiva come variazione rispetto agli otto giorni precedenti, determinando per acciaierie e fonderie una valorizzazione media degli acquisti di rottami di acciaio a 312,26 Euro, registrando un incremento di 2,30 per tonnellata. |
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LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
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SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
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DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
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STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
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BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
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EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
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