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05/05/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
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I prezzi dei metalli tenderanno a rimanere stabili nei prossimi giorni, complice anche la situazione di invariabilità del cambio tra Euro e Dollaro |
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Il mese di maggio rappresenterà il momento della verità per le tendenze dei prezzi di “lunghi” e “piani”, con questi ultimi mostrare le prime difficoltà a mantenere i prezzi visti nel corso delle ultime settimane |
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La recente flessione del prezzo dell’Oro dovrà essere vista e interpretata dagli investitori con le dovute attenzioni, una ripresa dei rialzi sarà possibile, ma non ai livelli di fine aprile. L’Argento scende, ma non convince la sua progressione verso il basso |
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La minima crescita del Molibdeno e le assenze di variazioni ribassiste per Cobalto e Titanio, aprono a valutazioni positive per il futuro di questi tre metalli |
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Il mercato turco dei rottami di acciaio sta tentando di invertire l’andamento dei prezzi visti di recente, ma i valori delle classifiche in Italia registrano importanti arretramenti. Le quotazioni dei non ferrosi seguono l’andamento della stabilità complessiva emersa al LME |
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L’invariabilità del rapporto di cambio tra Euro e Dollaro accentua il tema su quanto sia ancora alto il livello di valore a vantaggio della valuta europea |
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L’indice LMEX scende di mezzo punto percentuale negli ultimi otto giorni, un segnale che evidenzia lo stato di massima tranquillità tra gli “industriali”. L’EU ETS-CBAM progredisce lentamente, ma quota 70 Euro resta ancora lontana |
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più risparmio e meno preoccupazioni |
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Centro Studi Unione Industriali Torino |
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Quarto appuntamento - 8 maggio 2025 ore 11:30 |
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Preregistrazione a LAMIERA 2025
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I prezzi degli “industriali” al LME hanno mantenuto uno stato di relativa stabilità nel corso di tutta l’ottava, confermando la collocazione del listino verso un orientamento che porterà ad escludere nuove retrocessioni significative delle quotazioni USD 3mesi, ma contemporaneamente anche improvvise proiezioni rialziste. Una situazione avvalorata nella sua visione di sintesi dalla relativa stabilità dell’indice LMEX, che negli ultimi otto giorni ha fatto segnare un decremento di circa mezzo punto percentuale e sotto l’aspetto valutario un totale appiattimento del rapporto di cambio tra Euro e Dollaro. L’unico elemento d’incertezza riguarderà la partenza ritardata del periodo di contrattazioni al LME, spostata a martedì per la festività del May Day Bank, collocata come tradizione il primo lunedì di maggio. Il Rame ha trovato sulla linea dei 9350 USD 3 mesi il suo punto di equilibrio, interrotto soltanto nel corso della prima seduta di maggio, evidenziando una flessione di circa 200 Dollari, ma prontamente recuperata il giorno successivo e quindi determinando il valore di fine ottava. Alla luce di quanto visto al LME la settimana scorsa, il Rame dovrebbe continuare nella definizione piuttosto cauta della sua quotazione, con un bilanciamento importante tra le componenti domanda e offerta. Una situazione analoga anche per lo Zinco, dove la sua linea di prezzo intercettata di recente è quella posta in prossimità dei 2600 Dollari 3mesi, senza che nella settimana si potranno vedere degli allontanamenti significativi, in alto e in basso, da questo riferimento. Le leghe evidenzieranno dei prezzi in totale allineamento con i riferimenti che Rame e Zinco metteranno in evidenza al LME, con l’Ottone confermare i valori visti fino all’inizio del ponte del Primo Maggio e la Zama ribadire i minimi di valore, costanti da oltre due settimane. L’Alluminio presenterà un quadro d’insieme che non potrà definirsi remissivo, soprattutto per quanto ha fatto vedere a partire dalla seconda metà di aprile, certo che lo stato di relativa tranquillità presente sui metalli al LME non genererà spunti significativi di crescita anche per questo metallo. La costante degli allineamenti riguarderà anche il Nichel, la cui “residenza di quotazione” sarà quella nelle vicinanze della soglia dei 15500 Dollari 3mesi e con poche intenzioni di abbandonarla a breve. Un qualcosa di leggermente più movimentato si vedrà dal Piombo e dallo Stagno, con il primo in una situazione di difficoltà nel poter mantenere l’attuale soglia di prezzo raggiunta e il secondo pronto a ricominciare un lento cammino di crescita, il cui obiettivo settimanale sarà quello di oltrepassare la linea dei 31mila Dollari 3mesi. |
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Le attenuanti del caso riguardanti la serie infinita di soste per le vacanze, che dalla seconda metà di aprile hanno relegato a una manciata il numero delle giornate lavorative, sono ormai tutte esaurite. A partire da questa settimana le cose non potranno più essere definite con le circostanze del dubbio, ma occorrerà affrontare la dura e cruda realtà dei fatti e di certo non benevola in chiave di consumi di semilavorati “lunghi” e “piani”, non solo in Italia, ma in Europa e nel resto del mondo. La flessione di quasi il 2% del valore medio dei rottami in Italia (fonte indice MetalWeek™) risulterà il punto di partenza di un ragionamento sul quale le acciaierie faranno leva nel contrarre i valori di acquisto delle materie prime, ma che necessariamente non potranno esimersi dal mettere altresì mano ai listini di vendita, in modo particolare sui “piani”, necessariamente troppo elevati. Una situazione sulla quale i produttori nazionali di coil hanno voluto agire senza troppe indecisioni e che hanno portato a diminuzioni anche significative, come quella vista per il laminato a caldo, di ben 3 punti percentuali (benchmark MetalWeek™ HRC 620 Euro/tonnellata) e meno marcata, ma altrettanto importante dell’1%, che ha riguardato il lavorato a freddo (benchmark MW CRC 685 Euro). Il dato in controtendenza spetta al “galvanizzato”, in crescita dell’1% rispetto al valore settimanale precedente (benchmark MW HDG 710 Euro) e attribuibile a una contrazione di arrivi presso i magazzini di molti centri servizio e a una limitata attività da parte dei grandi impianti di zincatura dei coil. L’atteggiamento più compassato da parte dei produttori di “piani” del nord Europa apre a degli scenari di approccio differenti, il primo riferito a una possibile leggera crescita dei prezzi dei rottami sul mercato turco e il secondo che guarderà allo stato della quotazione del minerale di ferro alla Borsa Dalian dopo la sosta di due giorni per la festa del Primo Maggio. Il prezzo della billetta in Italia si è adeguato al contesto di debolezza dei prezzi dei rottami in ambito domestico, cedendo 5 Euro per tonnellata resa franco partenza. La variazione verso il basso del semilavorato di base per le laminazioni e le estrusioni condizionerà con il medesimo indirizzo i parziali settimanali dei profili impiegati dalle carpenterie nella misura del punto percentuale, mentre crescerà del 2% il riferimento di mercato del tondino per le armature; per la definizione della quotazione della vergella occorrerà invece attendere ancora un paio di settimane anche se alcuni produttori hanno già avanzato proposte di riduzioni di 5 Euro per tonnellata. Il mese di maggio sarà anche cruciale per mettere in chiaro gli orientamenti di prezzo che formeranno il listino dei tubi con saldatura, sebbene i presupposti non siano dei migliori per produttori e ritrafilatori, anche a causa del repentino cambio di orientamento del coil HRC e come visto in precedenza. I prezzi dei “lunghi” in Turchia non hanno atteso momenti di verifica per accertare che il movimento rialzista del principale rottame scambiato, l’HMS 1/2, avesse dato conferma di una crescita maggiormente strutturata e il risultato è stato quello di una revisione paritetica, dei valori FOB di rebar e vergella, di 5 Euro per tonnellata. La pressione non certo positiva sui dati di vendita riferiti agli acciai inossidabili ha fatto scegliere ai produttori di questi semilavorati l’adozione di una politica piuttosto votata alla prudenza nelle definizioni degli extra lega per il mese in corso. I numeri sono tutti a favore degli utilizzatori, dove gli AISI austenitici risultano in calo di 18 centesimi di Euro per chilogrammo per il 303 e il 304, mentre per il 304L e il 316 gli adeguamenti verso il basso risultano rispettivamente di 20 e 25 centesimi. Dalla parte dei ferritici e dei martensitici i cali mensili dei listini non sono stati da meno, con i primi scendere di 6 e i secondi di 5 centesimi di Euro per chilogrammo. Il computo degli extra lega per il mese prossimo prosegue senza sosta e a metà esatta del periodo di definizione i riscontri mettono in evidenza un’ulteriore regressione per gli austenitici tra i 2 e i 4 centesimi di Euro, mentre per ferritici e martensitici la stima previsionale non sta andando oltre la singola unità di centesimo per chilogrammo e sempre verso il basso. Una lettura attenta e circostanziata è stata fatta anche in relazione all’applicazione del contributo energia, che vedrà una riduzione del sovrapprezzo di 3 centesimi rispetto a quello praticato ad aprile. |
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La nuova collocazione del prezzo Dollari per oncia dell’Oro sta mettendo in evidenza quanta relatività ci sia nei giudizi di attribuzione dei livelli di valore che ciascuna materia prima ingloba in una quotazione di Borsa. Il picco assoluto di prezzo del 22 aprile, a lambire i 3500 Dollari per oncia, è un riferimento che dista ormai più di 6 punti percentuali, ma adesso per gli investitori, siano essi di connotazione “fisica”, che speculativa, si aprirà uno scenario di grande incertezza, dove sicuramente nell’ampiezza del segmento indicato si raccoglierà di tutto, ma principalmente aspettative disattese di marginalità monetarie. I più attenti e perspicaci osservatori che ormai da mesi seguono l’Oro non più come un’ordinaria materia prima, ma come un vero e proprio “asset” di capitale, stanno analizzando con particolare attenzione i movimenti del comparto speculativo-finanziario. La mappa degli spostamenti indica un sentimento di elevata prudenza da parte degli speculatori, questo a significare che l’attuale collocazione di prezzo dell’Oro, più che essere soggetta a un’ulteriore fase ribassista, potrebbe a breve ricollocarsi nelle vicinanze dei 3300 Dollari per oncia. L’Argento abbandonando la linea dei 33 USD/ozt, ha reso meno onerosi gli acquisti da parte del settore industriale di circa il 5%, rispetto ai “giorni caldi” della terza settimana di aprile. Nei prossimi giorni l’Argento potrebbe andare nei pressi della soglia dei 32 Dollari, ma questa variabilità dovrà essere letta solamente come un’escursione con le caratteristiche di minimo relativo e non come l’avvio di una fase ribassista. Il Platino e il Palladio, avendo a loro disposizione dei sottostanti monetari più esigui rispetto a Oro e Argento, sfrutteranno questa peculiarità per determinare delle riprese importanti sulle rispettive quotazioni Dollari per oncia e che nel caso del Palladio potrebbero significare anche momenti di inusuale vivacità. |
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Il Molibdeno è stato negli ultimi otto giorni il solo metallo che compone la triade delle principali materie prime impiegate nel comparto delle leghe per utilizzi medicali, a variare il profilo del suo prezzo indicato in Dollari. All’invariabilità delle quotazioni di Cobalto e Titanio, il Molibdeno ha risposto con una correzione del valore USD veramente esigua, ma presente, di 0,2 punti percentuali. La sostanziale stabilità delle quotazioni di riferimento dei metalli che figurano nelle composizioni di lega dei “medicali”, mettono in evidenza due fattori, il primo rapportato a un livello di domanda effettiva di queste materie prime in uno stato di stallo e il secondo, a esso direttamente correlato, riguarda la struttura di questi prezzi, che con molta probabilità hanno raggiunto un livello di difficile valicabilità verso delle prospettive ulteriormente ribassiste. Il Nichel in questo contesto di difficile mobilità dei prezzi si inserisce alla perfezione, dove il suo valore recentemente stabilizzato sulla linea di quotazione LME dei 15500 Dollari 3mesi non presenta degli spazi di prospettiva, verso l’alto o il basso, che siano rilevanti e quindi da prendere in esame nel delineare strategie di acquisto di ampio respiro. Un elemento non secondario e di forte pertinenza per questo settore risulta essere la collocazione del cambio tra Euro e Dollaro, anch’esso in una fase di momentaneo equilibrio e che sicuramente non sta determinando presupposti di origini esterne per le variabilità dei prezzi di tutte le materie prime impiegate nel comparto e come generalmente avviene al LME. Le ferroleghe hanno mantenuto solo parzialmente l’atteggiamento generale fin qui riportato, presentando una variazione settimanale sopra l’1% per la base Cromo, cresciuta di 1,4 punti percentuali nella definizione USD per libbra, mentre il Tungsteno si è adeguato al movimento, correggendo al rialzo dello 0,7% la quotazione settimanale Dollari per chilogrammo. |
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L’interesse generale verte ancora su quello che sta succedendo in Turchia in ambito prezzi dei rottami di acciaio e di conseguenza quale lettura dargli in relazione alle dinamiche di variazione da apportare alle quotazioni delle principali classifiche in ambito italiano. Al timido sussulto verso l’alto dei prezzi turchi di circa 2 Dollari per tonnellata, ma solo per l’HMS 1/2 destinato all’imbarco (CFR), il mercato interno si sta mostrando ancora molto cauto nell’apportare variazioni in crescita, sebbene i prezzi non siano più quelli dei forti ribassi registrati una decina di giorni fa. I prezzi italiani dei rottami di acciaio si sono mantenuti deboli, mettendo in evidenza dei ribassi medi del 2% e portando l’indice MetalWeek™ a quota 324,51 Euro, in flessione settimanale di 5,71 per tonnellata e ricollocandosi sui riferimenti della prima decade di febbraio. Nei dettagli, la demolizione E1 è scesa di 10 Euro/tonnellata, mentre la E3 ha contenuto la riduzione a 5, ma c’è da sottolineare il fatto che acciaierie e fonderie siano alla spasmodica ricerca di questa specifica classifica, sia sulla piazza nazionale, che in quelle oltre confine. Il “premio mulino” si è attestato intorno ai 40 Euro per tonnellata, definito ancora inadeguato per i conduttori degli impianti e che ormai operano con una marginalità prossima allo zero. Le note più dolenti giungono dal lamierino E8, in discesa fino a 15 Euro per tonnellata e dalle torniture, ribassate di 10 Euro. Un clima di relativa calma sta caratterizzando il comparto dei non ferrosi, dopo la complessità della prima metà di aprile. I prezzi LME dei principali metalli continueranno a collocarsi su delle soglie di relativa invariabilità anche nei giorni a venire e determineranno dei valori di prezzo dei rottami che saranno in linea con quelli visti la settimana scorsa. Il solo comparto del Rame avrà le carte per tentare un allungo di circa 40 Euro, ma non per le leghe, a partire dall’Ottone, che presenterà una variabilità settimanale vicina allo zero. I rottami di Alluminio non subiranno variazioni dei loro prezzi, così come confermati saranno i riferimenti in diminuzione dei rottami di inox austenitici e duplex. |
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LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
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SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
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DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
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STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
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BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
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EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
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