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12/05/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
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La seppur moderata ripresa del Dollaro rispetto all’Euro, oltre ad una crescita diffusa dei prezzi degli “industriali” al LME, sta portando gli utilizzatori dell’Eurozona nella situazione di gestire una serie di aumenti inaspettati |
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La difficile situazione delle vendite di “piani”, in particolare sul mercato italiano, ha costretto i produttori a rivedere verso il basso i prezzi di tutti gli allestimenti |
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La dimensione della quotazione dell’Oro non può più essere legata ai semplici movimenti tra domanda e offerta. L’Argento, alla prova del varco dei 33 Dollari, è ostacolato dall’eccesso di aperture di posizioni “lunghe” in Borsa |
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Cobalto e Molibdeno continuano a crescere con evidenze di frazionali di punto percentuale nei valori in Dollari; differente è la situazione per gli acquisti espressi in Euro, dopo la ripresa del “biglietto verde” |
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Le acciaierie turche tornano a rimodulare verso il basso le quotazioni dei rottami di acciaio scambiati sul mercato interno e i prezzi delle classifiche sulla piazza italiana tornano ai livelli di inizio febbraio. Una settimana in crescita per le quotazioni dei non ferrosi che sfruttano la debolezza dell’Euro e la fase positiva degli “industriali” al LME |
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Lo scontro tra Casa Bianca e Federal Reserve sulla politica monetaria si sta traducendo nel rinforzo del Dollaro rispetto alle principali valute, Euro compreso |
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Gli indici riportano con dati positivi la buona settimana dei metalli sui principali mercati internazionali. La crescita dell’EU ETS-CBAM non si colloca ancora al risultato sperato dagli speculatori sul superamento di soglia oltre i 70 Euro |
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più risparmio e meno preoccupazioni |
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Le differenti vedute in ambito di politica monetaria tra la Federal Reserve e la Casa Bianca hanno avuto come conseguenza quasi immediata una posizione di rinforzo della valuta statunitense e che nel dettaglio di cambio con l’Euro l’ha vista prevalere dello 0,8% su base settimanale. L’effetto di questa moderata rivalutazione del “biglietto verde” non ha portato a variazioni significative nelle definizioni dei prezzi Dollari 3mesi dei metalli industriali quotati al LME, sebbene abbia immediatamente reso più onerosi i loro acquisti per gli utilizzatori dell’Eurozona. Il costante posizionamento in “backwardation” (valore USD 3mesi inferiore al riferimento Settlement) messo in evidenza dal Rame nel corso di tutta l’ottava di Borsa e una caratterizzazione positiva in termini di valore Dollari 3mesi dell’Alluminio, hanno contribuito alla crescita dell’indice LMEX di un punto percentuale su base settimanale. Nel dettaglio e come accennato poc’anzi, il Rame ha presentato un profilo rialzista della quotazione USD 3mesi negli ultimi otto giorni, che pur non andando oltre l’1% nella valorizzazione del suo riferimento principale, presenta una situazione di “backwardation” di circa 50 Dollari per tonnellata sul valore Settlement, condizionando in crescita le dinamiche di fissazione prezzi delle leghe e dei rottami. Le aspettative nell’immediato per quanto riguarda il Rame saranno ancora quelle di un movimento verso l’alto del suo riferimento 3mesi e con un deciso avvicinamento alla linea dei 9500 Dollari. Il momento di crescita dello Zinco potrebbe subire un repentino arresto e che andrebbe ad interrompere una serie interessante intrapresa dal metallo dall’inizio di questo mese. Il fenomeno dell’inerzia rialzista del prezzo potrebbe spingere lo Zinco anche in prossimità dei 2700 Dollari 3mesi, ma non occorrerà preoccuparsi di agire in maniera difensiva su questa improvvisa impennata del suo prezzo di Borsa. I produttori di leghe a base Rame e Zinco non tarderanno comunque a trasferire queste, seppur provvisorie, istanze di aumenti dei due metalli di riferimento sui prezzi puntuali di mercato, in particolare per Ottone e Zama. L’Alluminio, pur in crescita e con l’obiettivo di consolidare la sua collocazione di prezzo oltre la linea dei 2400 Dollari 3mesi, non presenterà elementi di portata significativa tali da collocare il prezzo LME oltre le gamme di valori viste negli ultimi otto giorni. La guardia dovrà essere tenuta alta nei confronti del Nichel e il mantenimento di questo atteggiamento, tra il preventivo e il difensivo, necessiterà tra quegli utilizzatori che hanno mancato o non hanno creduto alle progressioni di rialzo che il metallo ha iniziato a mettere in mostra alle fine di aprile, anche se molto dipenderà dallo stato complessivo di salute del listino LME. Le aspettative di ripresa della quotazione di Borsa del Piombo si potrebbero infrangere a breve, dubbiosa la sua improvvisa crescita e che comunque andrà a lambire i 2mila Dollari 3mesi, sarà determinata principalmente dall’eccesso di denaro presente sulle posizioni aperte con connotazioni “lunghe”. L’azione di consolidamento della fase di crescita dello Stagno risulterà attiva ancora nel corso delle prossime sedute LME, pertanto sarà difficile l’eventualità di uno storno rilevante del suo valore in Dollari con una direzionalità ribassista. |
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Non saranno periodi semplici quelli che seguiranno la settimana milanese dell’acciaio e questo nonostante l’ottimismo misto all’euforia che si respirava nelle due fiere di riferimento nel quartiere espositivo di Rho. La fortuna o la casualità, forse più questa rispetto alla prima, è che nessuno degli espositori, nell’opulenza dei loro stand, abbia pensato di ingaggiare delle orchestrine per rinvangare le gesta del Titanic. Il quadro della situazione del comparto siderurgico, mentre a Milano si stappavano con disinvoltura quasi beffarda, bottiglie di prosecco, spumante e champagne, a seconda dei budget aziendali, il minerale di ferro alla Borsa Dalian retrocedeva del 2,3% su base settimanale, la ripresa dei prezzi dei rottami in Turchia mostrava segnali di incertezza e le quotazioni delle classifiche di quelli italiani registravano una flessione complessiva di 2 punti percentuali negli ultimi otto giorni, toccando una riduzione media, da dopo Pasqua, di quasi 16 Euro per tonnellata. Gli avvenimenti sul campo della quotidianità non hanno di certo fornito riscontri rassicuranti e con indirizzi che mostrassero delle inversioni di rotta. I prezzi italiani dei “piani” hanno messo in evidenza un ventaglio di ribassi che sono andati dal meno 2% per il laminato a caldo (benchmark MetalWeek™ HRC 610 Euro/tonnellata) al calo dell’1% per il “freddo” (benchmark MW CRC 680 Euro) e per il “galvanizzato” (benchmark MW HDG 705 Euro), nella stessa entità di adeguamento verso il basso. La risposta dei produttori dell’Europa del nord è stata ancora quella di non mettere mano ai prezzi dei coil e questa scelta è stata adottata per la quinta settimana consecutiva, dove il differenziale tra i listini EW di Italia e Europa occidentale risulta a favore dei nostri, di 60 Euro/tonnellata per l’HRC, di 40 per il CRC e di 30 per l’HDG. Il prezzo della billetta in Italia retrocede dell’1%, seguendo direttamente l’andamento ribassista dei valori dei rottami sul mercato nazionale e imprimendo una modifica nella stessa direzione e entità per i profili commerciali utilizzati in carpenteria e per il tondino rebar; in attesa di conferme ancora la vergella che nella settimana della fissazione mensile non potrà sottovalutare il dato della variazione verso l’alto di 5 Euro/tonnellata del pari prodotto venduto a nord delle Alpi. La notizia che i produttori di tubi saldati e ritrafilatori non avrebbero voluto ricevere, quella della marcata diminuzione dell’HRC in Italia, risulta in parte compensata dalla stabilità dei semilavorati di pari natura in Turchia. La notizia di una possibile fase di nuova debolezza relativamente ai prezzi dei rottami sulla piazza turca non è stata volutamente intercettata dalle acciaierie locali e che a livello preventivo hanno ancora rimodulato verso l’alto i prezzi FOB del tondino per armature e della vergella, rispettivamente di 5 e 10 Euro per tonnellata. Gli austenitici, a una settimana esatta dalla definizione degli extra lega degli inossidabili per il mese di giugno, risultano condizionati dalla crescita del valore del Nichel al LME e che potrebbe mettere fine alla fase di correzioni verso il basso degli AISI dal 303 al 316, senza escludere delle variazioni verso l’alto dei riferimenti tra 1 e 2 centesimi di Euro per chilogrammo. Le stime di adeguamento portano a delle definizioni rialziste simili anche per ferritici e martensitici, sia per la leggera ripresa delle quotazioni delle ferroleghe, che per l’effetto valutario, con l’Euro ritornato a subire un abbozzo di pressione da parte del Dollaro. La ripresa delle attività produttive dopo il periodo delle interruzioni per le varie festività della seconda metà di aprile ha rimesso in moto le velleità rialziste del PUN, ritornato oltre i 100 Euro per MWh, anche se al momento la formulazione provvisoria della definizione del contributo energia risulta ancora ampiamente in linea con quella attualmente in vigore. |
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La ripresa del Dollaro, più per ragioni tecniche, che per quelle congiunturali e quindi non legate allo stato di salute effettiva dell’economia statunitense, sono tutte sintetizzate nella quotazione USD/ozt che l’Oro ha fatto registrare nel corso dell’ottava appena messa alle spalle. L’ormai consueta panoramica su come ha reagito il comparto speculativo-finanziario alla collocazione settimanale del prezzo di Borsa dell’Oro ha messo ancora una volta in evidenza un approccio abbastanza distaccato di questi operatori al permanere della quotazione oltre la soglia dei 3300 Dollari. Gli equilibri che stanno determinando questa collocazione, oltre ogni livello di congruità e logicità, non possono risiedere di certo negli scambi diretti tra domanda e offerta di questo metallo e forse neppure riconducibili ad un accumulo straordinario presso i forzieri delle Banche Centrali di diretta loro competenza, più facile pensare che queste partite di Oro abbiano delle titolarità d’intestazione esterne, pur sfruttando gli stessi locali e quindi i servizi di custodia. Una partita quindi persa per coloro che attenderanno una decisa ricollocazione verso il basso dell’Oro e che semmai si dovesse verificare avrebbe conseguenze devastanti sugli equilibri dell’intera finanza mondiale. Nelle dimensioni più vicine alla realtà e quindi del pragmatismo degli scambi di Borsa, l’Argento risulta essere l’elemento del listino dei preziosi più idoneo per fare delle riflessioni in tal senso. Negli ultimi otto giorni l’Argento ha messo in evidenza una sorta di stabilizzazione del suo prezzo di Borsa sempre in prossimità della linea dei 33 Dollari per oncia, ma mai avvicinata in maniera convincente. Un aspetto che non può essere sottovalutato e quindi non certo secondario, è rappresentato dall’eccessivo volume monetario presente sulle posizioni di Borsa riferite all’Argento e che potranno rappresentare il preludio di una fase significativa di ridimensionamento in tempi ravvicinati del suo prezzo in Dollari. L’ottima progressione rialzista del Platino, che ha rivisto quota 1000 USD/ozt dopo due mesi esatti, presenterà un allungamento di prospettiva oltre tale linea, anche se la situazione d’indirizzo risulterà speculare a quella già messa in evidenza sull’Argento. I “compiti a casa” del Palladio sono stati svolti in maniera molto proficua, la cui consegna era quella di riportare verso l’alto un prezzo di Borsa eccessivamente contratto. La crescita del 2,5% nello spazio dell’ultima “cinquina” di sedute settimanali ha dimostrato che il margine di miglioramento prodotto era atteso da tempo, ma una replica nel corso dei prossimi giorni sarà di difficile riproposizione. |
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Le quotazioni in Dollari dei principali metalli impiegati per le realizzazioni delle leghe per usi medicali continuano a “galleggiare” in un ambito di apparente stabilità e questo nonostante si siano verificate delle variazioni verso l’alto dello 0.2% per il Cobalto e dello 0.3 per il Molibdeno; in controtendenza invece il valore USD del Titanio, che ha ceduto l’1,4% dopo un periodo di stabilità di circa quattro settimane. Le serie di variazioni devono comunque essere contestualizzate con la debole ricollocazione rialzista del Dollaro rispetto all’Euro dello 0.8%, che portano a far crescere oltre il punto percentuale i valori degli acquisti effettuati dagli utilizzatori dell’Eurozona per Cobalto e Molibdeno e ad un beneficio ridotto dello 0,6 per quanto riguarda il Titanio. La buona progressione rialzista del Nichel, vista a partire dall’inizio del mese, avrà ancora una fase espansiva nel corso dei prossimi giorni, dove l’ambito valoriale della quotazione 3mesi potrebbe spingersi verso la linea dei 16mila Dollari, seppure con connotazioni di elevata precarietà del suo mantenimento in un tempo prolungato. La base Cromo, tra le ferroleghe, ha ribadito il progresso del prezzo USD per libbra di otto giorni fa, mentre il Tungsteno ha registrato una crescita dell’1,5% su base settimanale nel riferimento in Dollari per chilogrammo. Una considerazione importante va comunque fatta per il Tungsteno e allargata alle altre ferroleghe definite nobili, che vedono questi metalli essere sempre più richiesti dalle acciaierie e dalle fonderie nello stato fisico originario e quindi riducendo l’utilizzo di rottami “caricati” significativamente di questi metalli, viste le difficili reperibilità di scarti prodotti da utilizzatori e trasformatori appartenenti a questi comparti manifatturieri di nicchia. |
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I punti percentuali sono circa 2, ma occorre contestualizzarli con gli opportuni segni aritmetici e nei mercati di riferimento. Il sottostante è rappresentato dai valori delle classifiche dei rottami di acciaio e i mercati sui quali occorre fare delle appropriate riflessioni sono quelli turco e italiano. I prezzi in Turchia sono ritornati a crescere, in particolare per l’HMS 1/2 (resa CFR), con un’intensità costante dalla quarta settimana di aprile, un intervallo di tempo che ha consentito alla classifica di riferimento per quel mercato di incrementare il suo valore di circa 15 Dollari per i lotti destinati all’imbarco e intorno agli 8 per i rottami che sono scambiati nel contesto interno. Un rallentamento degli acquisti di materia prima da parte delle principali acciaierie turche è comunque già in corso e questo dopo aver toccato direttamente con mano nel corso della settimana milanese dedicata all’acciaio una debolezza oltre misura della domanda di semilavorati, soprattutto di “piani”, sul mercato europeo. La diretta traduzione di questa potenziale stretta sulla vendita dei coil si è già manifestata con una diminuzione dell’HMS 1/2 sul mercato interno di circa 5 Dollari per tonnellata. Il clima sulla piazza italiana non è certo dei migliori, rappresentato da un parziale settimanale dell’indice MetalWeek™ riferito ai valori medi dei prezzi di acquisto di acciaierie e fonderie a 317,98 Euro per tonnellata, registrando una decrescita di 6,53 Euro negli ultimi otto giorni e andando a pareggiare come nel valore d’insieme la quotazione di inizio febbraio. Le variazioni verso il basso si sono registrate per le torniture, fino a 15 Euro per tonnellata e per il lamierino E8, nell’ordine dei 10, più contenuti gli adeguamenti ribassisti legati alle demolizioni, dove E1 e E3 si sono attestati intorno ai 5 Euro per tonnellata e il “premio mulino” per il frantumato, fermo a 40 Euro. La debolezza dell’Euro verso il Dollaro, congiuntamente ad una fase di ripresa dei prezzi degli “industriali” al LME, ha permesso ai commercianti di rivisitare verso l’alto i prezzi dei principali rottami non ferrosi. Il complesso riferito al Rame ha registrato una crescita media di 100 Euro per tonnellata, mentre le leghe, a partire dall’Ottone, hanno visto un riaggiustamento verso l’alto di circa 80 Euro. Le indicazioni positive sono giunte anche dai valori dei rottami di Alluminio, tra i 15 e i 20 Euro/tonnellata e dagli inossidabili legati con il Nichel, cresciuti di 10 Euro rispetto alle quotazioni settimanali precedenti. |
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LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
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SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
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DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
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STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
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BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
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EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
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