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19/05/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
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I segnali di discontinuità dei prezzi LME stanno mettendo in agitazione gli utilizzatori privi di un’adeguata linea di azione sulle dinamiche di Borsa |
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I prezzi italiani dei “piani” seguono gli andamenti delle specifiche domande in base agli allestimenti. La crescita della billetta non ferma i ribassi dei semilavorati “lunghi” |
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La resistenza della Federal Reserve alle pressanti richieste della Casa Bianca su un ammorbidimento della politica monetaria ha avuto effetti sul prezzo dell’Oro, incertezza anche per la tenuta della quotazione dell’Argento |
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I valori di mercato dei principali elementi di lega rimangono stabili rispetto agli andamenti delle ultime settimane, situazione ribadita anche dal Nichel al LME |
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L’andamento ancora in crescita dei prezzi turchi non potrà più essere ignorato nelle definizioni delle quotazioni dei rottami di acciaio nel contesto italiano. Il buon momento degli “industriali” al LME costituisce la spinta per i non ferrosi a rivalutazioni molto interessanti |
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La costante tenuta dell’Euro rispetto al Dollaro in ambito settimanale, apre a dinamiche di stabilità del cambio anche nel breve periodo |
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La ripresa generalizzata dei prezzi dei metalli porta buone sensazioni anche tra i titoli minerari, cresciuti di oltre 3 punti nell’ultima ottava. L’EU ETS - CBAM oltrepassa i 70 Euro e si riporta al riferimento settimanale di fine febbraio |
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più risparmio e meno preoccupazioni |
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Centro Studi Unione Industriali Torino |
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Quarto appuntamento - 8 maggio 2025 |
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Una settimana molto particolare quella che si è appena conclusa al LME, con tutti i metalli industriali ad esclusione dei soli Piombo e Stagno, assumere dei profili grafici dei rispettivi prezzi USD 3mesi con due orientamenti in contrasto tra loro, sebbene non siano emerse eccessive tensioni sulle quotazioni stesse. Le aspettative di un’auspicata riduzione dei tassi sul Dollaro, decisamente mal riposta da parte di molti operatori finanziari e soprattutto dal Presidente Trump, hanno come rabbuiato i propositi di molti, che avrebbero visto di buon grado un allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve. Una settimana che si è chiusa positivamente a Londra e a conforto di questa considerazione giunge anche l’analitico e imparziale dato riepilogativo dell’indice LMEX che ha evidenziato una progressione frazionale di punto percentuale dello 0,8 rispetto al precedente riferimento. Il posizionamento di relativo interesse sulle quotazioni degli “industriali” in un diffuso contesto di massimi relativi a partire dalla difficile prima decade di aprile, quella dell’annuncio dei dazi di Trump, hanno spinto molti utilizzatori a pianificare acquisti di metalli anche oltre misura, generando delle azioni correttive sui prezzi dei metalli principali, portandoli a delle soglie riviste a distanza di oltre sei settimane. Il Rame è passato da lambire la linea dei 9650 USD 3mesi a collocarsi a fine ottava ad una stentata resistenza a quella dei 9450, con una regressione del 2% in termini complessivi, ma il cui allungo sarà poco probabile in questa direzione nelle prossime sedute. Lo Zinco ha avuto un andamento simile a quello appena visto sul Rame, dove al punto di massimo, posto poco al di sopra dei 2750 Dollari, ha poi ripiegato verso quota 2690 e quindi producendo una variazione negativa del 2,7% su base settimanale. I valori delle leghe di Ottone e della Zama registreranno degli orientamenti non proprio univoci rispetto alle indicazioni dei metalli di riferimento. L’Ottone leggendo in modo più diretto le variazioni di Borsa di Rame e Zinco, trasmetterà verso il basso i suoi riferimenti di base per alcune decine di Euro per tonnellata, mentre la Zama, i cui produttori sono abituati a adeguare le variazioni dei prezzi di vendita sulle medie del periodo, vedrà i suoi valori in crescita. L’Alluminio andrà osservato con molta attenzione e che a differenza di Rame e Zinco, potrà registrare già nel corso della settimana un riaggancio alla soglia dei 2500 Dollari 3mesi e che mancava dalla fine di marzo. Un percorso meno costellato da aspettative positive attenderà il Nichel, un’affermazione che non dovrà procurare inutili allarmismi, piuttosto un senso di consapevolezza per il metallo che la soglia dei 16mila USD 3mesi, che fino a qualche settimana fa risultava alla sua portata, si sta momentaneamente allontanando alla volta della meno ambiziosa linea dei 15600 Dollari. Il Piombo e lo Stagno si distingueranno invece per dei profili delle rispettive curve che nei giorni scorsi non hanno evidenziato alcuna forma di storno, con il primo che darà rinforzo alla sua collocazione oltre i 2mila Dollari 3mesi e il secondo, seppure con meno intensità, collocarsi sulla linea di massimo relativo tracciata all’inizio dell’ottava scorsa. |
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I differenti approcci nelle definizioni dei prezzi dei rottami di acciaio tra i mercati italiano e turco, con quello domestico riportare ancora delle flessioni diffuse su tutte le classifiche e la piazza mediorientale mostrare evidenti cenni di ripresa della quotazione HMS 1/2, risulta condizionante anche nelle definizioni delle quotazioni riferite al mercato nazionale dei semilavorati e con sorprese anche inaspettate. Al perdurare dell’invariabilità dei prezzi dei coil nell’area nordeuropea, contando la settimana appena conclusa come la quinta consecutiva in ordine di tempo, i prezzi dei “piani” in Italia continuano ad essere molto più sensibili agli andamenti della domanda interna e le acciaierie modulare con forse troppa reattività ai fenomeni d’indirizzo che vengono intercettati. Il laminato a caldo ha messo in evidenza una crescita del riferimento settimanale di un punto percentuale (benchmark MetalWeek™ HRC 615 Euro/tonnellata), risultando in contrasto con il “galvanizzato” che ha ceduto l’1% rispetto al valore fissato la settimana precedente (benchmark MW HDG 705 Euro), invariata invece la quotazione del laminato a freddo (benchmark MW CRC 680 Euro). La situazione risulta in fermento anche tra i “lunghi”, a cominciare dalla billetta, in crescita del 2% e dove i produttori italiani con un’azione di coraggio hanno deciso di sfidare apertamente gli indirizzi del comparto, ma soprattutto hanno voluto imprimere un seppur blando accenno di opposizione agli andamenti ribassisti dei principali semilavorati ottenuti dall’estrusione e dalla laminazione, come i profili per la carpenteria, ancora in calo dell’1% e al sorprendente crollo della quotazione del rebar, capace di contrarsi di 5 punti percentuali in soli otto giorni. La crescita del riferimento settimanale potrebbe risultare un presupposto significativo per i produttori domestici di vergella, che seppure abbiano mantenuto invariati i riferimenti mensili, potranno fare leva su una collocazione più esigente del prezzo del semilavorato di base, la billetta per l’appunto e una maggiore rigidità in ambito definizione prezzi da parte dei concorrenti dell’Europa occidentale, orientati a far crescere i prezzi per gli ordinativi di piccole e medie entità fino a 15 Euro per tonnellata. Una linea d’intervento che sarebbe desiderata anche dai produttori di tubi saldati e dai ritrafilatori, confidenti sulle azioni di rinforzo dell’HRC e per la tenuta dei prezzi dei pari prodotti sul mercato turco. L’importante azione di consolidamento dei valori dei rottami in Turchia ha inciso in maniera significativa nelle ultime revisioni settimanali dei prezzi FOB del tondino per armature e della vergella, rispettivamente in crescita di 5 e 10 Euro per tonnellata. La buona progressione che nel corso delle ultime quattro settimane ha visto il Nichel rinforzarsi al LME e una collocazione del cambio tra Euro e Dollaro che nello stesso lasso di tempo ha visto la moneta statunitense apprezzarsi di quasi l’1,5% rispetto alla nostra, ridisegnerà il quadro d’insieme degli inossidabili austenitici per il listino di giugno con degli aumenti che andranno collocati in una forbice tra i 3 e i 6 centesimi di Euro per chilogrammo. Le revisioni degli extra lega di ferritici e martensitici non avranno indicazioni differenti in termini di variabilità rispetto agli austenitici, anche se il segno più dovrebbe arrestarsi su dei parziali che saranno compresi tra 1 e 3 centesimi di Euro per chilogrammo. Al giro di boa del mese di maggio anche gli elementi che formano gli orientamenti di base del PUN cominciano ad essere numericamente più consistenti, dando in questa fase una conferma dell’entità del contributo energia attualmente applicato dalle acciaierie. |
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Al comparto speculativo-finanziario piacciono le recenti bizze dell’Oro, ritornato ad essere molto attivo e quindi a credere su una possibile serie di arretramenti del suo prezzo Dollari per oncia. La variabilità verso il basso della quotazione di Borsa dell’Oro non è comunque da attribuire agli smobilizzi, peraltro modesti, di posizioni “lunghe” sul metallo, bensì per le differenti vedute in termini di politica monetaria tra la Federal Reserve e la Casa Bianca. Lo scontro tra Trump e Powell, ormai andato oltre ogni tollerante stato delle etichettature istituzionali e soprattutto per le iraconde sortite dell’inquilino della Casa Bianca, ha permesso al Dollaro di ritrovare uno spazio di forza insita da mettere sul suo piatto dell’ipotetica bilancia della valorizzazione tra beni rifugio. Una destituzione del Governatore Powell da parte del Presidente Trump è da escludere, sia per l’autonomia della Banca Centrale statunitense rispetto agli equilibri di potere di natura politica, che per l’eccezionalità di un episodio simile e che supererebbe, addirittura per la sua gravità, i tumulti avvenuti al Campidoglio di Washington il 6 gennaio 2021. Nel corso dell’ultima ottava la variazione negativa del riferimento di Borsa Dollari per oncia dell’Oro è stata del 4,8%, un dato di significativa rilevanza, ma anche da contestualizzare in quello che è stato l’ambito di variabilità registrato dal metallo da inizio mese e che andò a lambire la soglia dei 3400 Dollari. L’attuale posizionamento di prezzo in prossimità dei 3200 USD/ozt, apre a delle prospettive molteplici e che basate sulle ultime collocazioni del suo valore di Borsa, non porterebbe ad escludere una ricollocazione verso l’alto del riferimento dell’Oro nell’ordine dei 3 punti percentuali. Una lettura non facile sarà anche quella da attribuire alla quotazione dell’Argento e che avrà un diretto riflesso su quello che farà vedere il metallo guida in Borsa nelle prossime sedute. Il nuovo ricollocamento entro contesti più ordinari dei volumi di liquidità che stanno ruotando quotidianamente intorno alle posizioni dell’Argento, lasciano pensare che l’attuale linea posta in prossimità dei 32 Dollari per oncia potrà rappresentare il riferimento più attendibile per gli utilizzatori di questo metallo e come parametro di proiezione per i suoi approvvigionamenti. I commenti e le aspettative riferiti al Platino e al Palladio non differiranno da quelli appena visti per Oro e Argento, pertanto occorrerà considerare con adeguata cognizione di causa che i loro attuali riferimenti Dollari per oncia saranno da considerarsi delle interessanti collocazioni di minimo per entrambi. |
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La ricerca della stabilità dei prezzi o meglio negli intervalli delle variazioni che in essi si potranno muovere i valori delle materie prime di riferimento di questo comparto, risulta un elemento di fondamentale importanza. Nel corso degli ultimi dieci giorni la flessione della quotazione di riferimento in Dollari del Titanio è passata quasi inosservata anche tra coloro che “masticano” quotidianamente di prezzi e metalli, ma è stata invece fonte di grande preoccupazione tra coloro che seguono da vicino le dinamiche degli elementi di lega per il settore delle leghe medicali, composto dalla triade Cobalto, Molibdeno e Titanio. Il riposizionamento del valore in Dollari del Titanio allo stesso livello di due settimane fa, è stato certamente un riscontro di grande conforto e questo a significare che il riferimento attuale tenderà a rappresentare la sua valorizzazione di minimo sostenibile. Le quotidianità degli altri due metalli, vale a dire Cobalto e Molibdeno nelle conformazioni dei prezzi USD, hanno mantenuto i consueti passi degli aggiornamenti settimanali a fasi alterne, con il primo aggiungere lo 0,3% al suo riferimento precedente e il secondo contrarlo, nella medesima quota percentuale. L’appiattimento della quotazione LME del Nichel, escludendo il picco fine a sé stesso nel corso della seduta del 14 aprile, si inserisce alla perfezione su quanto detto fino ad ora, a significare che l’attuale collocazione dei prezzi di riferimento dei metalli sta portando ad una lettura dei loro movimenti di sostanziale neutralità. Le ferroleghe vedono nel solo Tungsteno il motivo di qualche movimento tra le loro quotazioni e anche in una quantificazione non di certo improntata all’ordinario, visti i tempi recenti, considerando che alla variazione di una decina di giorni fa dell’1.5%, rispetto al dato USD per chilogrammo, sul finale della settimana scorsa si è dovuta annotare una variazione percentuale dell’1.3 di ulteriore aggiunta. Le basi Cromo hanno invece ribadito i valori degli otto giorni precedenti e riferite alle quotazioni di mercato espresse in Dollari per libbra di metallo. |
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I prezzi dei ferrosi rubano ancora la scena per raccontare quello che è avvenuto negli ultimi otto giorni nel comparto dei rottami e come sta avvenendo di recente, occorre partire dagli avvicendamenti di valori evidenziati sulla piazza turca e in particolare per la categoria HMS 1/2. L’orientamento generale permane tutto sommato positivo, con la resa CFR destinata alle esportazioni in crescita del 2%, mentre i lotti scambiati nel contesto interno hanno registrato un incremento su base settimanale addirittura superiore e di 2,5 punti percentuali. Una situazione che doverosamente deve essere messa in evidenza, a livello informativo, anche in Italia e dove acciaierie e fonderie si stanno limitando a trasmettere continue istanze di diminuzioni alle loro mandatarie. Il quadro generale si presenta in ambito nazionale ancora depresso, messo in evidenza da un’ulteriore contrazione del valore Euro/tonnellata dell’indice MetalWeek™ ora fissato a 312.73, parametrandosi allo stesso livello di quotazione visto a fine gennaio. La strada che ha portato a questa deludente situazione prezzi è stata costellata da riduzioni settimanali che hanno visto le demolizioni E3 scendere di 10 Euro e di 5 il lamierino E8. Una notizia occorre comunque darla sulle ritrovate sensazioni positive relativamente alle quotazioni delle classifiche E1 e E5M, riconducibili alle demolizioni pesanti e alle torniture, ritornate entrambe a crescere di 5 Euro per tonnellata. La crescita generalizzata dei prezzi degli “industriali” al LME, oltre a un momento di protratta stabilità del cambio tra Euro e Dollaro, ha permesso di registrare valori in ulteriore crescita su tutte le specifiche di quotazione dei rottami non ferrosi. Il complesso del Rame è risultato mediamente in ripresa di 70 Euro e una variazione di 50 per quello riferito alle leghe di Ottone. Un buon risultato è stato messo anche in evidenza dagli incrementi di prezzo correlati alle articolate quotazioni dell’Alluminio, oltre i 50 Euro e per gli inossidabili austenitici e duplex, con assetti rialzisti di 20 Euro per tonnellata. |
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LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
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SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
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DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
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STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
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BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
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EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
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