MetalWeek™ è un marchio di Kairos Management s.r.l. |
|
|
03/11/2025 - LE NOTIZIE DI QUESTA SETTIMANA |
|
|
La maggior parte del listino degli “industriali” resta stabile, tranne l'Alluminio: atteso un ulteriore rinforzo della quotazione Dollari 3mesi |
|
|
I prezzi dei "piani" continuano ad aumentare solo in Italia, mentre l'Europa frena. L'impatto della billetta in calo sui "lunghi" domestici è ancora troppo debole |
|
|
Le leggere variazioni rialziste di Oro e Argento (USD/ozt) non sono il segnale atteso per un vero rilancio in Borsa |
|
|
Il Cobalto USD prosegue il suo costante rialzo, mentre il Molibdeno USD continua la sua progressione ribassista |
|
|
Non ferrosi in rialzo nonostante la stabilità dell'LME, spinti dalla debolezza dell'Euro sul Dollaro. In crescita le quotazioni di riferimento dei rottami di acciaio in Italia, in linea con la tenuta dei prezzi turchi |
|
|
Sollievo Euro: la parità virtuale del cambio con il Dollaro torna sopra 1.16, allentando le tensioni |
|
|
Gli indici dei prezzi dei metalli restano invariati (variazioni quasi a zero su base ottava). Il valore medio settimanale dell'EU ETS-CBAM si conferma stabile e ai massimi dell'anno |
|
|
più risparmio e meno preoccupazioni |
|
|
L’unica cosa certa riferita al mese di novembre è quella che non vi saranno azioni correttive sui tassi riferiti al Dollaro e questo non per elaborazioni di carattere macroeconomico, ma per il calendario del FOMC (Federal Open Market Committee) della Federal Reserve, che non avrà in programma alcuna riunione fino alla seconda settimana di dicembre, nei giorni 9 e 10 nello specifico. Un periodo piuttosto lungo di “interregno monetario” che ha costretto la Banca Centrale statunitense a correggere l’andamento della determinazione dei tassi riferiti al Dollaro nei termini dello 0,25%, alla stregua di un atto dovuto. I risvolti sarebbero stati nettamente differenti se l’azione di ribasso si fosse collocata sul mezzo punto percentuale, come da pressioni fatte provenire dalla Casa Bianca. Un atto di ordinaria amministrazione quello della revisione verso il basso dei tassi da parte della Federal Reserve che ha sortito l’effetto contrario generalmente originato dall’allentamento della politica monetaria, con il Dollaro ritrovare nuova forza. L’Euro rispetto alla valuta statunitense ha perso lo 0,75% rispetto al posizionamento medio di cambio rilevato negli otto giorni precedenti. Il listino LME ha passato quasi indenne il fenomeno della rivisitazione dei tassi riferiti al Dollaro, prolungando nei fatti i valori USD 3mesi registrati nell’ottava precedente a quella che si è conclusa venerdì 31 ottobre, con una variazione dell’indice LMEX in diminuzione dello 0,15% rispetto al dato precedente. Un ambito di linearità dei valori espressi in Dollari 3mesi per la quasi totalità degli “industriali”, seppure accomunati da possibili blande ricollocazioni dei rispettivi prezzi verso orientamenti al rialzo. Nei valori riferiti al Dollaro, il Rame passerà senza alcun problema la linea fissata a 10900, mentre l’andamento degli altri metalli sarà il seguente: lo Zinco varcherà la soglia posta a 3060, il Nichel quella di 15300, così il Piombo a 2030 e lo Stagno a 36400 come suo dato di prossimità. Nell’elenco appena riportato manca solamente l’Alluminio, che senza ombra di dubbio sarà il metallo più vivace dell’insieme LME e per tutto il corso della settimana. L’ambito di “territorialità” del prezzo USD 3mesi dell’Alluminio sarà quello del superamento di soglia a quota 2900, un riferimento di prezzo mancante da oltre tre anni, precisamente dal maggio 2022. Un riferimento sicuramente “iconico”, da inserire negli annali, rendendo evidente una situazione di crescita del metallo che dura ininterrottamente dal mese di aprile. Le leghe, per effetto della stabilità dei valori attesi al LME di Rame e Zinco non riserveranno particolari sorprese in ottica Ottone e Zama, con l’unico elemento di variabilità che potrebbe essere generato dalla determinazione del cambio tra Euro e Dollaro e a seconda del bilanciamento a favore di una o dell’altra valuta. |
|
|
La partitura nella definizione dei prezzi dei semilavorati di acciaio, nel suo complesso, non si avvale certo dell’apporto di una mano sicura nella sua realizzazione. Le incertezze sono molte, nonostante uno stato della direzionalità dei prezzi che solo in apparenza risulta netta e in crescita per quanto riguarda i “piani”, mentre sui “lunghi” la situazione risponde più fedelmente a una situazione di debolezza generalizzata dei consumi di semilavorati a livello globale. Il vulnus che potrebbe scatenare una drastica interruzione dei piani espansivi dei prezzi della gran parte dei prodotti siderurgici e in particolare dei coil, si chiama con il nome di uno dei principali produttori di componentistica elettronica di consumo, i chip e il suo nome è Nexperia. La società nata in Olanda e ora di proprietà di un gruppo industriale cinese, fornisce attualmente il comparto produttivo dell’automotive europea per oltre il 40% del suo fabbisogno totale. Una serie di controversie legali tra il Governo dei Paesi Bassi e la Wingtech, attuale detentrice della maggioranza della Nexperia ha avuto come effetto la totale interruzione delle forniture di chip verso il comparto automobilistico europeo, dove molti stabilimenti, soprattutto in Francia, hanno dovuto sospendere le produzioni di autoveicoli e in Germania quelle di numerose tipologie di macchine utensili. La dimensione dell’interruzione nella fornitura di questi componenti elettronici verso l’Unione Europea potrebbe avere delle ripercussioni gravi quanto quelle avute a seguito del covid-19. Il cortocircuito chip-acciaio porterebbe a un ulteriore crollo dei consumi dei semilavorati, in particolare di “piani” e oltretutto in un momento dell’anno che comporterebbe la chiusura degli impianti produttivi degli utilizzatori di lamierati, almeno fino a tutto gennaio 2026. Gli sviluppi non mancheranno di essere evidenti a breve, ma nel frattempo i prezzi italiani dei coil, a eccezione del laminato a caldo che conferma i valori della settimana precedente (benchmark MetalWeek™ HRC 575 Euro/tonnellata), continuano a crescere. Negli ultimi otto giorni la quotazione del laminato a freddo è salita del 2% (benchmark MW CRC 665 Euro), spingendosi fino a più 3 per “galvanizzato” (benchmark MW HDG 690 Euro). Una situazione definibile decisamente emotiva da parte dei nostri produttori e centri servizio che stanno facendo della crescita dei prezzi dei “piani” una questione da portare a compimento nonostante le evidenti difficoltà di una domanda non certo pronta a seguire tali indicazioni di mercato. Una conferma che giunge dal nord Europa con le acciaierie che hanno deciso di soprassedere a ulteriori revisioni dei prezzi dei “piani” e questo per effetto di reazioni quasi nulle da parte della clientela messa di fronte agli aumenti dei prezzi. Un fattore di realismo che si sta vedendo sul mercato italiano dei “lunghi”, dove la billetta registrando una regressione del 2% ha guidato verso il basso di 1 punto percentuale le quotazioni riferite ai profili per carpenteria e in contrasto con la vergella, ancora stabile e il tondino per le armature che evidenzia una situazione in controtendenza con l’1% di crescita settimanale. I riflessi di un’incertezza resa ancora più forte da fenomeni extra settoriali sta bloccando il comparto dei tubi saldati e a cascata i ritrafilatori di casa nostra che certo hanno recepito non di buon grado l’ulteriore reiterazione della quotazione base di riferimento da parte dei produttori turchi degli “sbozzati”. La voglia di non tentare azzardi pervade l’intero assetto produttivo turco delle produzioni siderurgiche appartenenti ai “lunghi”, con rebar e vergella confermare per l’ennesima settimana i valori di vendita di queste due famiglie di semilavorati associati alla resa FOB. Le nuove definizioni extra lega per il mese di novembre degli acciai inossidabili riportano delle variazioni minime su tutti gli allestimenti. Gli austenitici variano di più 2 centesimi di Euro per gli AISI 303 e 304, il 304L sale di 3 centesimi, mentre il 316 adegua verso il basso di 1 centesimo il valore rispetto al dato di ottobre. La crescita dei riferimenti riguarda anche ferritici e martensitici con valori in ripresa in relazione al mese precedente di 2 centesimi per i primi e di 1 per i secondi. I dati restano ancora collocati a una variazione prossima allo zero per le stime di variazione per la definizione di dicembre di tutte le tipologie di inox e questo nonostante sia in avvio di decorrenza la terza settimana del periodo di fissazione. Un elemento da riconoscere ai produttori di semilavorati di acciaio inox è sicuramente quello di aver mantenuto invariato anche per il mese in corso il contributo energia, nonostante il quadro generale della quotazione del PUN, a consuntivo del mese di ottobre, abbia registrato un incremento medio ponderato di oltre l’1,3% rispetto al periodo precedente. |
|
|
La decisione della Federal Reserve in merito al blando allentamento della politica monetaria rispetto al Dollaro è risultato essere un elemento di infinitesimale rilevanza nella determinazione settimanale di tutti i metalli preziosi quotati nella conformazione di Borsa USD per oncia. Il forte ridimensionamento del valore dell’Oro, che la scorsa settimana ha infranto verso il basso la soglia dei 4mila Dollari/ozt non ha certo fatto passare dei momenti sereni a coloro che neofiti investitori di metallo “fisico” avevano intrapreso la strada lastricata di aspettative rialziste e quindi di lauti guadagni, per poi trovarsi con un deprezzamento dal massimo assoluto del 21 ottobre di 10 punti percentuali e tutto in una sola settimana. Una situazione di massima cautela, che vede il comparto speculativo finanziario ancora molto guardingo sulle prospettive riferite all’Oro, probabilmente rialziste e in tempi brevi. La qualità complessiva dei dati di attribuzione risulta ancora piuttosto scarsa nei termini di fondamentali in grado di correlare valori in crescita e in maniera significativa per il riferimento di Borsa oltre l’area dei 4mila Dollari per oncia. L’Argento nell’ultima seduta settimanale ha lasciato trapelare uno stato di scarsa adattabilità ad un riferimento di prezzo USD/ozt che si collochi sotto quota 48, meglio portare quindi a livello 49 la sua attuale soglia di contesto valore. Il comparto industriale che ha con questo metallo un forte livello di integrazione e connessione, risulta molto disorientato su come interpretare il momento attuale dell’Argento e senza avere un’attribuzione di giudizio sullo stato del suo prezzo in una visione anche solo di breve periodo. La linea dei 49 Dollari è quella che al momento risulta la più percorribile, vista anche una totale assenza d’indirizzo da parte degli speculatori nell’attribuire orientamenti quasi certi, soprattutto per la carenza di fattori di spunto da parte del “metallo guida”. Gli elementi di stabilità invece non mancheranno sui due metalli, Platino e Palladio, che pur appartenenti ai “preziosi” si sono trovati per una serie di circostanze anche fortunose a essersi collocati ai margini delle forti turbolenze subite da Oro e Argento e che con buona probabilità proseguiranno anche nel corso di questa settimana a mantenere invariati i loro riferimenti Dollari per oncia. |
|
|
Una costante è ormai quella di raccontare settimanalmente i progressi della quotazione USD del Cobalto. Negli ultimi otto giorni la rivisitazione rialzista del metallo sul mercato di riferimento è stata poco al di sotto dei 4 punti percentuali. Una situazione di elevata tensione che pur presentando una crescita incessante dal mese di febbraio, attualmente colloca il suo prezzo in Dollari a una quantificazione inferiore del 40% rispetto all’ultimo posizionamento di prezzo massimo dell’aprile 2022. Alla stabilità del prezzo del Titanio USD, ormai una costante da numerose settimane, occorre invece evidenziare lo stato di continuo arretramento del valore in Dollari del Molibdeno, presentando la caratteristica di un lento aggiustamento verso il basso, l’1% negli ultimi otto giorni. La linea invariata del prezzo del Nichel USD 3mesi al LME, posta a ridosso di quota 15300, non costituirà un elemento di significativa rilevanza nella rimodulazione dell’intero listino delle principali leghe medicali che hanno questo metallo come importante elemento in composizione. Una settimana è risultata sufficiente per il Tungsteno nel concedersi metaforicamente una “sessione di ricarica batterie” e dall’effetto estremamente efficace, visto che l’esito è stato quello di un incremento del 2% rispetto al massimo relativo precedentemente fissato nella definizione Dollari per chilogrammo. Il comparto ferroleghe comunque non è solo fatto di valori in netta crescita, a supporto di questa affermazione occorre dare evidenza di una significativa ricollocazione verso il basso della base Cromo, che ha evidenziato una flessione del suo riferimento USD per libbra del 4,8% rispetto al valore settimanale precedente. |
|
|
L’effetto valutario è stato ancora determinante nella definizione dei prezzi settimanali riferiti ai non ferrosi. La discesa infinitesimale dei valori di Borsa degli “industriali”, chiudendo la settimana con una flessione dello 0,15% in riferimento all’indice LMEX, non avrebbe, come prevedibile, generato significativi scossoni nelle determinazioni dei prezzi dei rottami, se non fosse intervenuta la componente valutaria del cambio tra Euro e Dollaro. Una rivisitazione complessivamente blanda dei prezzi dei rottami, seppure la pressione della valuta USA sia stata di rilievo rispetto alla nostra, con lo 0,75% di deprezzamento negli ultimi otto giorni. Nei dettagli effettivi dei valori di riferimento il Rame è risultato in crescita di circa 50 Euro per tonnellata, mentre le leghe, a cominciare dall’Ottone, non sono andate oltre la crescita di 20 Euro come collocazione massima. La costante pressione rialzista che sta avendo l’Alluminio al LME ha determinato una rivisitazione dei valori dei rottami riferiti a questo metallo compresi in una forchetta positiva di valutazione tra i 30 e i 40 Euro per tonnellata. I rottami di inox austenitico e duplex sono tornati a crescere di 10 Euro, fattore questo non tanto determinato dalla ripresa del valore del Nichel in Borsa, bensì dalla pressione esercitata dal Dollaro nell’ultima settimana. Nella costante ricerca di momenti di discontinuità sulle dinamiche dei mercati, occorre tornare nuovamente agli avvenimenti messi in evidenza dai rottami di acciaio sulla piazza turca. Il prezzo dell’HMS 1/2 risulta ancora ai massimi dal momento della sua ripresa relativa, iniziata a settembre. Una situazione che nei giorni scorsi pareva indebolirsi progressivamente, ma che negli ultimi frangenti della settimana ha fornito segnali di consolidamento dei valori espressi in Dollari per tonnellata, applicando la resa CFR. Negli ultimi tempi anche il mercato di casa nostra, riferito ai rottami di acciaio, ha registrato un significativo riallineamento dei prezzi delle classifiche e verso l’alto. Il picco di minimo relativo, analizzando l’andamento dell’indice MetalWeek™, toccato lo scorso 15 ottobre a quota 299.20 Euro/tonnellata è al momento un solo riferimento statistico; il valore attuale è ora collocato a 309.15, determinando un incremento di circa il 3,2% nel riferimento temporale indicato e di crescita di 1 punto percentuale negli ultimi otto giorni. Le traduzioni delle variazioni prezzi riferite alle classifiche su base settimanale riportano i seguenti riscontri: fino a 5 Euro per le demolizioni E1 e E3, da 5 a 10 per il lamierino E8 e così per le torniture, mentre il “premio mulino” riferito al rottame frantumato della categoria E40 è rimasto in area 40 Euro per tonnellata. |
|
|
LMEX: London Metal Exchange Index – Indice ufficiale LME che calcola le variazioni di tutti i metalli quotati alla Borsa di Londra |
|
|
SP&GSCI: Standard & Poors Goldman Sachs Commodity Index – Indice dei metalli industriali quotati al CME di Chicago (USA) |
|
|
DOW JONES IND. METALS: Dow Jones industrial Metals – Indice dedicato al mercato dei futures dei metalli industriali |
|
|
STOXX 600: Europe 600 Basic Resources – Indice di borsa legato alle quotazioni delle azioni di società minerarie e metallurgiche europee |
|
|
BALTIC DRY: Indice di riferimento per il mercato dei noli marittimi – Indice specifico per navi cargo «bulk+dry» (alla rinfusa e non liquide) |
|
|
EU ETS CBAM: EU Emissions Trading System - Indice dedicato al valore medio settimanale (€/tonnellata) ai fini della quantificazione economica della quota CBAM di riferimento |
|
|
Si ricorda che il servizio è per uso personale. L’Associato non può copiare, distribuire, rivendere, ritrasmettere o altrimenti rendere disponibili a terzi, in alcuna maniera, le informazioni presenti se non all’interno dell’azienda. |
|
|
Copyright © 2025 - Kairos Management s.r.l. - all rights reserved |
|
|
Clicca qui per annullare la sottoscrizione |
|
|
KAIROS MANAGEMENT s.r.l. - 11458880017 - Via Amerigo Vespucci 0 - Torino - 10128 - TO - Italia - info@metalweek.it - +393421890086 |
|
|
|